TITOLO: Predicción
AUTORE: ****Minako****
SERIE: Harry Potter
PAIRING: DeeXDraco, AstridXRon
RAITING: A\U
DEDICATA
A: Me =P!! Alla mia sorellina Dee, alla Llada e a Miya ^__^!!! Vi adoro ragazze
*____*!!
Predicción
capitolo 1
Astrid Mayfair era arrivata al suo sesto anno a Hogwarts tra gli Slytherin senza infamia e senza lode: nello studio non brillava, al contrario della Granger che non faceva che essere lodata a destra e a sinistra, e nemmeno le interessava. Altrettanto disinteressa manifestava per i vari battibecchi con Gryffindor, li definiva “un infantile e ripetitivo svago degli Slytherin dai tempi di Salazar”.
Salazar,
lui si che l’affascinava! Poco importava che fosse vissuto più di mille anni
prima; aveva una vera venerazione per quell’uomo e la trasferiva ben
volentieri sull’uomo che più gli somigliava: Severus Snape, l’insegnante di
Pozioni.
Si
emozionava ogni volta che l’uomo solcava speditamente la porta d’ingresso
dell’aula di Pozioni con quel vestito lungo che svolazzava come un paio
d’ali di demone, un demone che le aveva stregato il cuore fin dal primo giorno
in cui, pallida e tremante, aveva preso posto tra i suoi compagni Slytherin.
La
ragazza rilesse per l’ennesima volta la pozione che dovevano preparare e radunò
gli in gradienti con mosse veloci e sicure, poi alzò un sopracciglio squadrando
il suo compagno di lavoro: Neville Paciock.
Il
ragazzino sotto quello sguardo inquisitore si ritrovò ad arrossire e ad
abbassare lo sguardo.
Lei
sorrise, la divertiva mettere in imbarazzo Paciock, ma poi tornò seria.
-
Neville!
Questa pozione non dobbiamo sbagliarla, chiaro? Per nessun motivo!
Il
ragazzino annuì mentre entrambi si domandavano per quale oscuro motivo avevano
finito col fare coppia l’uno con l’altra.
-
Dieci
grammi di polvere di denti di drago- lesse ad alta voce e il ragazzo pesatola,
fece per gettarla nel calderone, quando la mano di lei lo bloccò.
-
Neville,
ti sei ricordato di sottrarre il peso del contenitore?
Lui
arrossì e mosse la testa in segno di diniego, poi rimise la polvere nel
barattolo, pulì il contenitore e lo pesò, in seguito riversò la polvere che
risultò più abbondante .
Un
fumo rosso carminio si alzò dal loro calderone e Neville spalancò gli occhi.
-
Ma…
agli altri è uscito rosa chiaro!
-
Non
ti preoccupare, abbiamo fatto giusto.- rispose Astrid sorridendo, poi passò a
Neville l’ingrediente successivo.- Ora mescolare per venti minuti in senso
antiorario.
-
Che
cos’è il senso antiorario?
-
È
il senso contrario rispetto a quello delle lancette dell’orologio.
-
E
noi come facciamo a saperlo?
Neville
Paciock era proprio un mago puro sangue, non come lei, che alla morte della
madre aveva trascorso alcuni anni tra i babbani.
-
Tu
gira da sinistra a destra per venti minuti da…- un fumo biancastro si levò
sopra il calderone- ORA!
Nel
frattempo la Slythierin pesò e ordinò gli ingredienti nell’ordine in cui
andavano aggiunti.
Neville
non era per nulla un cattivo mago, solo che era un po’ distratto.
Goyle
le si avvicinò e, posatale una mano sulla spalla, le sussurrò
-
Mi
dispiace che tu sia finita con questo imbranato. Se ci fossi stato io al suo
posto…
-
Continua
Goyle.. se ci fossi stato tu?
Nessuna
risposta.
-
Cosa
c’è? Hai perso il foglietto da cui leggevi?- domandò lei con un lampo di
perfidia negli occhi e spostando con non curanza la mano del ragazzo.
Delle
risatine si levarono dai banchi vicini e il professore si avvicinò per far
cessare il brusio.
-
Che
cosa succede signorina Mayfair?
-
Niente…-
esclamò abbassando lo sguardo.
-
Volete
dedicarvi al vostro compito allora?
La
ragazza annuì senza alzare il capo mentre le sue orecchie erano quasi ferite da
quel tono di voce così calmo e sottile.
All’improvviso
entrambi si girarono verso il calderone che emetteva un sibilo preoccupante.
-
Paciock!
Come diavolo hai fatto?
-
Neville!
Perché hai smesso di girare?
Il
professore abbassò velocemente il fuoco, ma la pozione era ormai una poltiglia
e sul fondo era pure bruciacchiata.
-
Mi…
mi dispiace…- sussurrò Neville mentre il professore ripuliva il calderone.
Era
così arrabbiata!
Tutta
colpa di Neville!
Anzi..
di quell’idiota di Goyle!
Ma
gliel’avrebbe fatta pagare cara!
Nessuno
avrebbe dovuto rovinarle la pozione…
Un
sorriso di pura crudeltà le si era dipinto sul viso mentre si avvicinava al
tavolo di Goyle.
-
Sei
venuta a vedere com’è fatto un vero mago?
-
Certo…
Il
ragazzo non riusciva a staccare lo sguardo da lei.
-
Fermati
Goyle!- urlò il compagno di banco, ma era troppo tardi, la pozione stava per
esplodere.
Astrid
sorrise.
-
È
un peccato che il nostro vero mago abbia confuso la loturia selvatica con la
serice.- sentenziò, poi si abbassò appena in tempo per evitare di essere
colpita dalla pozione esplosa.
Si
rialzò completamente pulita.
-
Nemmeno
Neville avrebbe fatto quest’errore.- gli sussurrò all’orecchio per poi
andare a divinazione.
Camminò
a passo svelto per i corridoi cercando di smaltire la rabbia… e il ricordo di
Goyle ricoperto da capo a piedi di una sostanza melmosa aiutava notevolmente!
-
Signorina
Mayfair.. e i suoi compagni?
-
La
maggior parte sta cercando di ripulirsi da una pozione andata male.
-
E
lei?
-
Bè..
il mio occhio interiore mi ha avvertita prima.- rispose sorridendo ed andò a
sedersi accanto ad una Hufflepuff
del
suo stesso anno.
-
-
Astrid… non avrai combinato qualcosa?
-
Non
ce n’è stato bisogno Dee. Ha fatto tutto Goyle.
La
giovane Hufflepuff non
disse niente e rimase a guardare la compagna di scuola.
Le
due si scambiarono le tazze di tè per leggerne il contenuto, ma quella che
aveva in mano Dee le cadde.
Astrid
si voltò leggermente e sorrise.
-
Sei
proprio cotta, eh?
-
Ma
che dici! E di chi poi?- esclamò la ragazzina dalla divisa gialla e nera
raccogliendo i cocci.
-
Di
chi era la tazza che è caduta?
La
Slytherin alzò il braccio a mezz’aria.
-
Presagio
infausto! Povera cara! Una disgrazia si abbatterà su di te!
Le
due studentesse si guardarono negli occhi basite mentre si sedevano gli ultimi
Slytherin.
La
Cooman continuò a predire sventure per la maggior parte dei ragazzi,
soprattutto per il povero Potter, dopodiché si dedicò alla spiegazione delle
Profezie.
-
Una
Profezia è una visione nitida di uno stralcio del futuro… Spesso sono quasi
incomprensibili per coloro che non hanno l’Occhio Interiore allenato! Al
giorno d’oggi, pochi sono coloro che riescono a formulare Profezia e ancor
meno sono coloro che riescono ad interpretarle in modo corretto.
I
ragazzi prendevano appunti fingendo un grande interesse, ma in realtà la
maggior parte di loro stava solo scarabocchiando.. oppure si stavano scambiando
messaggi, come Astrid e Dee.
Era
strano vedere uno Slytherin in combutta con un Hufflepuff,
le due ragazze si erano conosciute sei anni prima sull’espresso per Hogwarts e
poi, nonostante il Cappello Magico avesse diviso le loro strade, avevano
continuato a frequentarsi.
Quando
la lezione finì fu una gran liberazione per tutti e i gruppetti di studenti
uscirono dall’aula dirigendosi verso la Sala Grande.
-
Mayfair! Ti devo parlare!
La
ragazza si girò verso il suo compagno di casa e l’aspettò.
-
Che cosa vuoi?
-
Bè.. lo sai che Goyle
ti viene dietro da un sacco… non è cattivo.. e poi ha una famiglia facoltosa
e purosangue da generazioni…
-
Dove vuoi arrivare
Malfoy?
-
Bè… potrebbe farti
comodo l’appoggio di uno come lui.
-
Spero vivamente che tu
stia scherzando. Neanche tu potresti propormi di mettermi con uno come Goyle!
Nemmeno per il sangue!
-
Lo
dico anche per te! Sono tempi strani e tu… insomma… cioè…
-
Troppo
gentile a preoccuparti per me… ma vedi di non farlo mai più.
Detto
questo la ragazzina si voltò e scese le scale a chiocciola senza voltarsi.
Insomma,
lo aveva detto anche per lei! Una come lei… che non si sapeva che famiglia
avesse alle spalle e per di più aveva vissuto con dei babbani!
Certo,
essendo finita negli Slytherin era probabile che fosse una purosangue.. ma
possibile che non s’interessasse minimamente al suo futuro?
Già
una volta gli studenti mezzosangue erano stati vittime d’attacchi… possibile
che quella cocciuta ragazza non se ne preoccupasse minimamente?
Sospirò
e si diresse anch’egli in Sala Grande.
Dietro
una colonna Dee lo guardava con aria sognante. Ancora non riusciva ad attribuire
un nome al sentimento che cresceva dentro di lei, non aveva il coraggio di
chiamarlo amore… ma era sicuramente una bella sbandata.
Anche
lei scese le scale per andare a pranzo, persa nei suoi sogni sul bel Malfoy.
***
Non
aveva più fame, parlare con Malfoy le aveva fatto passare l’appetito.
Si
sedette sull’erba fresca di fronte al lago.
Le
piaceva quel luogo, così silenzioso e tranquillo, lì nessuno l’avrebbe
disturbata. O almeno era ciò che pensava.
-
Tutta
sola Mayfair?
-
Speravo
di sì, Goyle. Che cosa vuoi?
-
Parlare…
-
Sei
capace di parlare di qualcosa di sensato? Se no puoi tornartene da dove sei
venuto…
-
Bellissima…-
mormoro il ragazzo bloccandola contro un albero
-
Lasciami
andare, Goyle!
-
Perché?
-
Perché
mi dai fastidio… lasciami!
-
E
a me dà fastidio il tuo atteggiamento… dovresti essere felice del mio
interesse.
-
E
invece non lo sono! Lasciami! Non voglio dirtelo un’altra volta!
-
Possibile
che tu non riesca a far altro che sputare veleno da quelle splendide labbra che
ti ritrovi?
Aveva
paura, aveva dannatamente paura!
Goyle
stava esagerando… le stava facendo male!
-
Goyle!
Basta!
-
Hai
ragione.. basta!
Cos’era
quello sguardo omicida che gli aveva visto?
Non
fece in tempo a darsi una risposta che si ritrovò il volto immerso nelle acque
gelide del lago.
Si
dibatteva disperatamente per raggiungere l’aria o la sua bacchetta, ma non
riusciva in nessuno dei suoi intenti.
Sarebbe
morta così banalmente? Si domandò, mentre il canto delle sirene le riempiva le
orecchie di dolci litanie.
All’improvviso
smise di dibattersi.
-
Goyle!
Che cavo… lasciala! Santo cielo! Mayfair! Astrid! Astrid! Rispondimi!
Il
giovane Malfoy era andato a cercare il rampollo della casata Goyle, ma mai
avrebbe immaginato di trovarlo mentre cercava di annegare la ragazza che amava!
Certo,
doveva essere esasperato dai suoi continui e velenosi rifiuti, ma da qui a
tentare di ucciderla ce ne correva.
-
Chiama
Snape e Madame Pomfrey!
L’altro
ragazzo lo guardava inebetito.
-
CORRI!-
poi si rivolse alla ragazza- Avanti… respira… forza!
***
Dee
aveva cercato l’amica con lo sguardo ma non l’aveva vista scendere in Sala
Grande. Dove poteva essere finita?
Guardò
il cielo terso e pensò che probabilmente si era fermata da qualche parte a
prendere il sole e a pensare, ma le sue riflessioni furono interrotte da un Gregory
Goyle fradicio che entrò urlando che Snape doveva seguirlo e che era successa
una cosa terribile.
Goyle
che urlava e Astrid che era scomparsa.
L’ansia
si fece strada nel cuore di Deena che si alzò di colpo e corse fuori, seguendo
Snape e Goyle.
-
Che
cos’è successo qui?
-
Non
respira! Professore! Non respira!
-
Si calmi
signor Malfoy!- poi si avvicinò alla ragazza svenuta e mormorò un paio di
formule magiche e la ragazza aprì gli occhi di colpo e cominciò a tossire,
liberando i polmoni dall’acqua.
-
Brava…
respira…- mormorò, mentre la ragazza era convulsamente attaccata al suo
mantello, poi si rivolse ai due ragazzi- Voi due nel mio ufficio, subito!
Pretendo una spiegazione!
-
Astrid…-
mormorò Dee tranquillizzandosi.
-
Cof
cof.. sto bene… cof…
L’insegnante
di Pozioni la prese in braccio senza difficoltà e la portò in infermeria.
-
Oh
povera cara! Che ti è successo?
I
capelli della ragazzina erano fradici e gocciolavano sulle spalle e sulla divisa
formando un groviglio castano; lei non rispose, rossa in viso d’imbarazzo e di
fatica. Non aveva mai pensato che respirare fosse così difficoltoso!
-
Un
piccolo incidente al lago Poppy.- rispose per lei il professore- La lascio alla
tue cure.
-
Ma
certo! Povera cara! Ti devi essere spaventata moltissimo!
L’uomo
lasciò le due ragazzine con l’infermiera e andò a passo svelto nel suo
ufficio.
Com’era
possibile che una delle sue alunne fosse finita con la testa sott’acqua?
Voleva
una spiegazione e la voleva…
-
Subito!
-
Ma
professore.. è stato un incidente!- mormorò Malfoy.
-
Lei
era presente signor Malfoy?
-
Ehmm..
-
Era
presento o no?
-
No.
-
E
allora non dica cose che non sa! E per quanto riguarda lei, signor Goyle, vorrei
che mi riassumesse i fatti.
-
Non..
non so…
-
Neanche
lei era presente?
-
Io..
sì.. io c’ero.. e…
-
E,
signor Goyle?
-
Ho
perso la testa…
-
Ha
tentato di affogare una sua compagna?- tutti e tre si voltarono verso la porta,
dove Albus Dumbledore aveva fatto la sua comparsa.
***
-
Asty…
mi hai fatto prendere un colpo…- mormorò l’altra ragazza.
-
Ora
sto bene Dee, non ti devi preoccupare.
-
A
quanto pare c’è qualcun altro che era preoccupato…- mormorò sorridendo la Hufflepuff,
poi prese in braccio lo strano animale violaceo che somigliava vagamente ad un
coniglio.
-
‘Nigma!- l’animale
saltellò allegramente sulle gambe della sua padroncina.
– Buono ‘Nigma! Va tutto bene.
-
Che
cos’è quel coso?- domandò una voce maschile.
-
Draco
Malfoy lui è Enigma, il mio nukir, ‘Nigma lui è Draco Malfoy.
Lo
strano animale annusò l’aria e le lunghe orecchie si drizzarono, poi se ne
abbassò una sola.
-
Ti
ha detto piacere.
-
Bè..
piacere mio… ma che diavolo è un nukir?
-
È
un animale molto raro e molto scontroso. È strano che qualcuno lo possieda come
animale domestico.
-
Infatti
io non lo possiedo Preside, è lui che è così gentile da tenermi compagnia da
quando ero piccola.- rispose la ragazza, carezzando il manto violaceo
dell’animale.
-
Potrebbe
essere pericoloso, lo sai? Nessuno ha mai potuto studiare i nukir e non si sa
cosa siano in grado di fare.
Astrid
rimase in silenzio accarezzando il morbido pelo del suo animaletto.
-
Astrid,
vuoi dirmi cos’è successo al lago?
-
Sono
scivolata.
Malfoy
e Goyle la guardarono interdetti, non aveva avuto un istante d’esitazione.
-
Ne
sei sicura?
-
In
realtà non ricordo molto bene… ma è l’unica spiegazione logica, no?- il
sorriso innocente che sfoderava faceva impressione viste le menzogne che
uscivano dalla sua bocca.
-
Tu
non hai proprio nulla da dire allora?
-
Nient’altro
Preside.
-
E
se ti dicessi che Goyle mi ha raccontato tutto?
-
Bè…
è una frana nei salvataggi!
Dee
la guardava senza capire… era forse impazzita?
-
Severus…
a quanto pare è stato un incidente.
-
A
quanto pare.
Astrid
abbassò lo sguardo, odiava essere squadrata in quel modo da quell’uomo.. la
faceva sentire così insicura.
-
‘Nigma!
L’animale
era saltato giù dal letto e stava saltellando allegramente fuori dalla stanza.
-
‘Nigma!-
lo chiamarono insieme Dee e Astrid e senza pensarci entrambe si misero
all’inseguimento dello strano animale.
-
Strana
creatura…- mormorò un uomo alto e biondo con un bastone da passeggio.
-
‘Nigma!
Non puoi dare fastidio a tutti!
-
È
dunque tuo?
-
Si,
mi scusi signore.
L’uomo
consegnò l’animale alla ragazza e la osservò incuriosito.
-
Strana
creatura anche tu ragazza mia…
Quegli
occhi di ghiaccio… sembrava potessero scavarti nell’anima.
Dee
tirò leggermente il braccio di Astrid per attirare la sua attenzione.
-
Dovresti
tornare in infermeria…
La
ragazza annuì allontanandosi da quell’uomo.
-
Papà!
-
Draco.
Lucius
Malfoy! Quell’uomo era Lucius Malfoy!
Dee
chinò lo sguardo sconfortata, quell’uomo le gelava il sangue.
***
La
sera stessa Astrid fu dimessa dall’infermeria e si diresse in Sala Grande per
la cena, Malfoy le fece segno di sedersi accanto a lui, tra lui e… Goyle…
Si
fece coraggio e prese posto tra i due.
-
Perché
mi hai coperto?
-
Siamo
compagni di casa. Chissà quanti punti ci avrebbero tolto.- replicò atona.
-
Solo
per quello?
-
No.
Non solo.- prese un respiro profondo- Non voglio rovinarti la vita. Sono
lusingata da ciò che provi per me, ma non posso ricambiarti, mi dispiace. Non
voglio che la mia vita condizioni la tua. E soprattutto non voglio crearti
casini. Neanche il tuo paparino avrebbe potuto tirarti fuori dal pasticcio in
cui ti sei cacciato. Ora, per favore, rivolgi la tua attenzione su altre
ragazze.
Lo
Slytherin chinò il capo intristito ma annuì.
-
Sei
stata grande Mayfair! Non hai perso la calma neanche per un secondo. Davvero
grande.
Lei
annuì distrattamente e si servì un po’ di patate, in realtà aveva ancora un
nodo allo stomaco, ma fece finta di niente.
Finita
la cena si ritirò nella sua stanza.
Il
suo nome era sulla bocca di tutti.
Tutti
sapevano cos’era accaduto, e molte ragazze invaghite di Malfoy avevano
cominciato a sparlarle dietro… come se lei avesse cercato di farsi uccidere
apposta per essere salvata da Malfoy!
Si
buttò a peso morto sul tuo letto e chiuse gli occhi.
Non
voleva pensare a niente.
-
Niuk…
niuk..
-
‘Nigma…
per fortuna che ci sei tu…- mormorò allo strano animale che le leccava
dolcemente le piccole lacrime che le si erano formate agli angoli degli occhi.
***
Deena
aveva guardato la sua amica uscire dalla Sala Comune con una calma innaturale.
Dov’era
finita la sua amica? Quella che rideva e scherzava con tutti? Quella che
lanciava frecciatine precise e pungenti? Possibile che Goyle l’avesse davvero
uccisa?
Lei
non conosceva quella ragazza gelida e spietata che si era allontanata poco
prima, e questo le faceva paura.
Si
alzò stancamente anche lei e si diresse in biblioteca, doveva finire un tema
per la Mc Gonagall.