TITOLO: Predicción
AUTORE: ****Minako****
SERIE: Harry Potter
PAIRING: DeeXDraco, AstridXRon
RAITING: A\U
DEDICATA
A: Me =P!! Alla mia sorellina Dee, alla Llada e a Miya ^__^!!! Vi adoro ragazze
*____*!!
Predicción
capitolo 2
Le
lezioni erano andate avanti senza particolari problemi, e, tra una cosa e
l’altra, era arrivata la festa di Halloween.
Erano
giorni che le ragazze non facevano che parlare della festa e di chi
sarebbe stato il loro accompagnatore, ma Astrid sapeva che non ci sarebbe
andata con nessuno. Anzi. Non ci sarebbe proprio andata.
Si
avviò verso il suo dormitorio, evitando un paio di trappole che i suoi compagni
avevano predisposto per i Gryffindor che avessero tentato di arrivare a loro e,
pronunciata la parola segreta, entrò in sala comune.
Draco
Malfoy era comodamente abbandonato sul divanetto della sala, sembrava un piccolo
sovrano circondato dai suoi fedelissimi.
Lei
lanciò uno sguardo di disapprovazione verso una delle sue compagne di casa,
Pansy Parkinson.
Era
possibile ridursi in quello stato per un ragazzo?
No,
a lei non sarebbe successo!
Lei
non sarebbe finita come sua madre! Abbindolata e poi abbandonata! No! Mai e poi
mai!
Entrò
nella sua camera chiamando il suo animaletto, ma Enigma non era in vena di
coccole quel giorno e non si fece trovare.
Si
sedette sul suo baldacchino, accarezzando il velluto verde scuro di cui era
fatto e poi fece scivolare la mano sulle lenzuola di seta argentea, frutto di un
suo esperimento di trasfigurazione.
Le
piaceva al sua stanza, le piaceva che fosse piccola e buia… le piaceva
l’idea che potessero nascondere chissà quali arcani segreti.
Si
sdraiò domandandosi cosa avrebbe fatto la sua amica Dee… di sicuro non
avrebbe avuto il coraggio di chiedere a Malfoy di andare al ballo con lei… e
in ogni caso lui doveva aver ricevuto già miriadi di proposte, prime tra tutte
quelle della Parkinson.
Parli
del diavolo, ecco che gli spuntano le corna.
Come
se fosse stata chiamata la ragazzina apparve sulla porta della camera e si
diresse all’armadio estraendone un lungo abito color argento molto aderente e
con una lunga scollatura sulla schiena.
Lo
indossò con una lentezza infinita, sicura che la compagna di stanza la stesse
osservando.
-
Ti
piace?- mormorò
-
Non
deve piacere a me, ma a Draco.
La
ragazza dai capelli scuri le lanciò un’occhiata raggelante.
-
No,
lui ha detto che non verrà.
-
E
lascerà tutte le ragazze a Potter? Non l’avrei mai detto.
-
Bè,
non mi dovrò preoccupare certo per te che non ci vai! Per le altre… affari
loro.
-
Touché.-
rispose la ragazza sdraiata, poi sorrise- In ogni caso è un abito splendido e
ti sta d’incanto.
-
Mi
stupisci ogni volta Mayfair… non si sa mai cosa aspettarsi da te.
-
È
questo il bello di me, no?
La
ragazza non riuscì a finire la risposta che fu colpita in piena da una
cuscinata a cui fu lesta a rispondere, pochi minuti e la stanza era
completamente devastata e invasa da bianche piume.
-
Sicura
di non voler venire?
-
Direi
che negli ultimi tempi ho già dato abbastanza spettacolo Pansy.
-
Sei
incredibile… certe volte segui le tue idee senza guardare in faccia nessuno…
e altre volte ti preoccupi troppo di tutto.
-
Probabilmente
hai ragione.
Sfoderò
la sua bacchetta e rimise ordine.
-
Se
cambi idea… saremo tutti in sala grande… e poi ti voglio vedere con addosso
quel pezzo d’antiquariato!- le disse la ragazza col caschetto uscendo.
Sorrise,
passandosi una mano tra i capelli e poi si diresse al suo armadio con lentezza,
tirandone fuori uno splendido abito di velluto verde scuro con decorazioni
argentee sul colletto, sui polsi e sul bordo.
Era
appartenuto a sua madre, ma con una piccola modifica magica si sarebbe adattato
benissimo anche a lei.
No!
Non
sarebbe andata a mettersi in mostra come ad un negozio!
Accarezzò
il morbido tessuto… e se invece ci fosse andata per far rabbia a coloro che
avevano sparlato di lei sino a quel giorno? E poi comunque ci sarebbero state
Dee e Pansy… al massimo sarebbe finita a chiacchierare con la Grenger! Che
male c’era in fondo?
***
Non
riusciva a crederci.. l’aveva fatto davvero!
E
ora era lì, immobile, davanti alla porta della Sala Grande.
Doveva
entrare? Così? Senza un cavaliere? E con quel pezzo d’antiquariato addosso?
Si
sistemò una ciocca di capelli dietro l’orecchio.
-
Da
sola signorina Mayfair? O attende un cavaliere ritardatario?
-
Buona
sera signor Malfoy. No, non attendo nessuno, sto solo decidendo. E lei cosa fa
qui da solo? È in ritardo lo sa? Le danze sono già iniziate da un pezzo, la
sua accompagnatrice sarà furiosa.
-
Non
ne ho scelta nessuna. Troppe spasimanti.
-
Non
oso immaginare la fatica di doverle sopportare tutte!- esclamò con sarcasmo,
poi lo guardò dritto negli occhi.- Sei bellissimo stasera.
Il
ragazzo indossava un normale smoking nero abbinato ad una camicia nera con un
papion azzurro ghiaccio, come i suoi occhi.
-
Anche
tu sei bellissima- mormorò avvicinandosi- Mi faresti da guardia del corpo per
questa sera?
-
Le
tua fans mi uccideranno…
-
Probabile…
pronta a correre il rischio?
-
Ogni
tanto mi domando come mai siamo diventati così amici…
-
Perché
siamo simili, entrambi feriti dal passato e timorosi del futuro… eppure
entrambi indossiamo delle maschere per mostrarci sicuri di noi.
-
Dovresti
fare lo psicologo Draco… se tuo padre lo accettasse, naturalmente.
-
Psicoche?
-
Te
lo spiegherò un’altra volta.
La
porta della Sala Grande si aprì all’improvviso, mostrandoli lì fuori, mano
nella mano, tra lo sgomento generale.
Draco
mosse il primo passo e lei lo seguì, per quella notte non erano niente e
nessuno, erano solo loro, e volevano divertirsi.
Dee
sospirò alla vista di Malfoy in smoking e sorrise all’amica, poi si gettò
nelle danze col suo cavaliere di quella sera, Ernie
MacMillan, un suo compagno di casa.
Si
sistemò una ciocca di capelli che sfuggiva dalla complicata acconciatura e si
avvicinò ad Astrid.
-
E
così sei tu la fortunata questa sera.- disse, interrompendo il silenzio che si
era creato.
-
No,
sono stata solo assunta come guardia del corpo.- rispose strizzandole
l’occhio, poi la guardò bene- Deena.. sei bellissima stasera…
La
Olympus indossava un abito giallo che fasciava le sue forme perfette fino alla
vita, poi si allargava dolcemente svolazzando fino a metà gamba, il tutto
bordato sapientemente di nero, e un grosso fiocco di un giallo sulla schiena le
cingeva la vita.
-
Anche
tu non sei da meno.- rispose baciandola sulla guancia.
-
Signorina
Mayfair, mi concede questo ballo?- domandò Malfoy.
La
Slytherin sbiancò all’improvviso. Non aveva calcolato quella possibilità.. e
lei.. non sapeva ballare!!!
Intuendo
i pensieri della ragazza l’afferrò dolcemente per la vita e la strinse a sé
sussurrandole:
-
Non
c’è bisogno di fare acrobazie… basta che segui me…
L’abito
verde si allargava al ritmo di musica mentre lei, rossa in viso, si stringeva a
Malfoy.
Il
professore di Pozioni si alzò dirigendosi verso l’uscita.
Per
un attimo l’aveva rivista… Morgan Mayfair… la donna di cui si era
invaghito ai tempi della scuola.
Era
stato un dejavù, lo stesso abito, gli stessi occhi, lo stesso sorriso… se non
fosse stato per il colore dei capelli l’avrebbe di sicuro considerata
un’apparizione del suo passato.
Sorrise
alla coppietta che ora ballava i mezzo alla sala in un tripudio di colori, una
volta al posto di Malfoy c’era stato lui.
Un
bruciore all’avambraccio lo distrasse.
Il
signore oscuro lo stava chiamando.
***
-
Bella
serata vero?
-
Divertente.-
rispose la ragazza prendendo tra la mani il bicchiere che l’erede dei Malfoy
le porgeva.
-
Anche
Dee… la tua amica… è simpatica.
-
Me
li scelgo bene gli amici io.
-
Nulla
da obiettare a questo proposito.
-
Ci
mancherebbe altro!- rispose contrariata, poi sorrise- Sei stato gentile ad
offrirti di ballare con me.
-
L’ho
fatto per me, non ricordi?
-
Ah,
già! Sono la guardia del corpo!- esclamò ridendo, poi si volse ancora verso di
lui- Comunque grazie.- aggiunse lei voltandosi per tornare in dormitorio.
-
Astrid…
aspetta.
-
Sì?
-
Io..
tu… cioè… sei come una sorella per me. Non so da quando o come o… bo…
non so nemmeno cosa sto dicendo, devo sembrarti ridicolo.- mormorò appoggiando
un gomito sulla balaustra e spettinandosi i capelli.
-
Non
sei ridicolo, e ti ho capito benissimo. Diciamocela tutta, sei un ragazzo
affascinante, non ci sono dubbi, ma non sei il mio tipo, perciò così è
perfetto per entrambi. E così nessuno avrà da obbiettare se bacio mio
fratello.
Lo
baciò delicatamente sulla guancia.
-
Grazie
fratellino.
-
Guarda
che io sono il maggiore!
-
Ma
solo di pochi mesi!
-
Resto
comunque il maggiore… sorellina…- e con la voce diede enfasi all’ultima
parola.
-
Buona
notte.
-
‘notte.
La
Slytherin si stese sul suo morbido letto.
-
Com’è
andata con Malfoy?
-
Benone!
Siamo fratelli adesso.- rispose sorridendo, poi si spogliò e si mise a letto-
La caccia al Malfoy è ancora aperta Pansy!
***
Era
strano, ma dalla sera del ballo si sentiva più leggera, quasi che un peso le
fosse stato tolto dal petto, si sentiva libera!
Parlava
con chiunque, di qualunque casa, e il suo giro di amicizie si era allargato
incredibilmente.
Sorrise…
in quel momento la vita le sembrava perfetta.
Fin
troppo perfetta!
-
Moonshine!-
esclamò, riconoscendo la forma del gatto della sua amica Dee- Che ci fai qui in
giro? Non dovresti essere con Dee?.
Il
gatto dal pelo corto e chiaro cominciò a miagolare strusciandosi contro le
gambe della ragazza.
-
Sei
in vena di coccole oggi?- domandò carezzandoli corto pelo dell’animale, poi
la vide. Dee era a pochi metri da lei, seminascosta dietro una colonna e non
c’erano dubbi su cosa, o meglio chi, stesse osservando con tanto interesse.
Il
cercatore degli Slytherin volteggiava nel cielo plumbeo inseguendo il boccino
d’oro, mentre i suoi compagni si allenavano nel resto del campo.
Preso
in braccio l’animale, Astrid si avvicinò alla ragazza.
-
Ha
detto che sei molto simpatica, sai?
-
Davvero?
E che altro ha detto?- domandò con occhi sognanti e il viso leggermente
arrossato.
-
Bè..
nient’altro.. ma solo perché avete parlato sì e no due minuti! Sono convinta
che se parlaste un po’ di più vi trovereste molto a vostro agio!
-
Astrid…
lui è uno Slytherin… e per di più un Malfoy!
-
Lo
so benissimo, è un mio compagno di casa.- rispose ridacchiando.
-
Sai
cosa intendevo dire…
-
Sì,
lo so, ma so anche che se non provi non saprai mai se tra voi potrebbe nascere
qualcosa…
Il
rossore sulle gote della ragazza era ora più che evidente.
La
ragazza dagli occhi violacei le carezzò dolcemente una guancia.
-
So
che è difficile… prenditi tutto il tempo che vuoi… ma prima o poi dovrai
farlo…
La
Olympus annuì, poi prese in braccio il suo gatto che miagolò soddisfatto.
-
Vorrei
che fosse più facile…- mormorò.
-
Lo
vorremmo tutti.- poi si sistemò i lunghi capelli con una mano- Ti va di venire
in biblioteca a ripassare Trasfigurazione? Ho un paio di problemini.
-
Certo.
***
Altrove
Hermione stava disperatamente cercando di convincere Ron ed Harry ad applicarsi
maggiormente allo studio lasciando stare qualche allenamento di…
-
IL
QUIDDISH NON SI TOCCA!- esclamò Ron, stanco di quel continuo battibecco.
-
Ma
Ron! E gli esami? Non ci pensate?
-
Bè…
ora ci saranno anche le vacanze di Natale…- intervenne Harry
-
Sì!
Studieremo allora! Ma ora che il tempo è bello non ci rinchiuderemo come dei
topi di biblioteca!
-
Ron…
mi stai dando del topo di biblioteca???’
Harry
sospirò passandosi una mano tra i capelli, sarebbe durata ancora a lungo quella
discussione? Lui era già stufo!
-
A
Natale cosa farete?- domandò innocentemente Neville entrando in quel momento in
sala comune.
-
Io
tornerò dai miei.- mormorò Hermione.
-
Io
credo resterò qui con…- cominciò Ron, ma fu interrotto da Harry.
-
Andremo
a casa del mio padrino.
I
tre ragazzi lo guardarono stupiti.
-
Ma..
Harry!- esclamò Hermione senza capire.
-
Niente
ma! Quella è anche casa mia ora! E desidero trascorrerci le vacanze di Natale.
Ron
lo guardò a bocca a aperta, non riusciva a credere che, dopo ciò che era
accaduto l’anno prima, Harry desiderasse davvero ritornare in quella vecchia
casa così piena di ricordi.
Ma
forse era proprio per quello che Harry voleva tornarci.
-
Io
sono con te amico, qualunque sia la tua decisione.- disse con un tono di voce
convinto.
-
Lo
so, e ti ringrazio Ron.- rispose con un dolcissimo sorriso il Gryffindor, poi
afferrò la sua scopa- E ora andiamo ad allenarci!
-
Ma!
Harry!- protestò Hermione, ma fu afferrata da Ron per una spalla.
-
Hermione…
ora ha solo bisogno di sfogarsi, non lo capisci?
Hermione
lo guardò confusa, da quando lo stupido e ingenuo Ron era diventato così serio
e maturo?
Possibile
che fosse maturato così all’improvviso? Oppure era lei che non lo aveva visto
cambiare in tutto quel tempo?
***
Le
vacanze di Natale sembrava fossero arrivate subito quell’anno!
Era
già una settimana che in Hogwarts erano in ballo i preparativi natalizi e quel
giorno fantasmi, professori e alunni erano pervasi dallo spirito natalizio. Un
enorme albero luccicava in Sala Grande e gli studenti si preparavano a tornare a
casa loro.
Draco
Malfoy apparve alle spalle di Astrid Mayfair e la osservò per un po’… così
piccola e fragile alla luce tremolante di quel fuoco.
Aveva
imparato a conoscerla dopo l’incidente… aveva voluto sapere di più su di
lei e sul perché delle sue azioni e così avevano stretto amicizia.
Era
come una sorellina… una sorellina più piccola i pochi mesi.
-
Hai
preparato i bagagli?- gli domandò lei senza voltarsi.
-
Sì.
-
Buon
viaggio allora.
-
Astrid…
verresti con me?
-
Come
scusa?
-
Vorresti
passare la vacanze con me al Malfoy Manor?
Due
occhi violacei si persero in quelli color ghiaccio di Malfoy.
-
Perché
me lo chiedi?
-
Perché
mi farebbe piacere che tu venissi.
-
A
tuo padre non piace ‘Nigma… e non gli piaccio neanche io.
-
Sei
una Slytherin, credo che per pochi giorni possa bastare.
-
Non
sono una purosangue.
-
Nessuno
può saperlo.
Voleva
davvero passare le vacanze a casa di Malfoy? Circondato da tutti quei perfetti
purosangue?
O
preferiva passarle nella solitudine della sala comune degli Slytherin?
Non
ci sarebbe stata neanche Dee…
-
Va
bene.
Non
appena le sue labbra formularono la risposta in lei si formò un quesito: perché?
Perché
aveva risposto così in fretta e con quella sicurezza?
Non
lo sapeva, ma era certa che fosse la scelta giusta.
Entrò
in camera sua e con un colpo di bacchetta radunò poche in una valigia e, messo
Enigma nella sua gabbietta, fu subito pronta in sala comune.
Draco
sorrise di fronte alla sua determinazione.
-
Stai
venendo a passare le vacanze da me.. non ti sto mica portando ad Azkaban!-
commentò divertito.
-
Hai
ragione! Sono certa che saranno delle vacanze splendide!- rispose avviandosi
verso l’Espresso insieme al ragazzo.
Si
sedettero nel primo scompartimento libero che trovarono, proprio accanto a
quello di Potter, ma non si verificarono strani incidenti.
Una
volta arrivati Narcissa Malfoy, la madre di Draco, fece loro un leggerissimo
cenno della mano e poi si ritirò lontano da “quella marmaglia” come amava
definirla.
Astrid
aveva sempre sospettato che la madre di Malfoy fosse una donna bellissima, ma
quella che si trovava davanti era davvero di una bellezza inimmaginabile!
Indossava
un corpetto nero con ricami argentati sul davanti, chiuso sul retro da una serie
di fili di seta verde scuro che richiamavano il verde della lunga e morbida
gonna che scendeva a coprirle le gambe e un cappellino piumato, elegante ma
discreto, sempre verde scuro; le lunghe dita affusolate erano coperte da lunghi
guanti che sparivano dentro le maniche di raso del corpetto e un anello di oro
bianco con un diamante brillava all’anulare sinistro della donna.
Era
un gioiello di inestimabile valore e di incomparabile bellezza, Astrid poteva
giurare di aver intravisto a figura di un piccolo drago inciso all’interno
della pietra.
-
Le
interessa il mio anello matrimoniale signorina?
-
È
davvero meraviglioso signora Malfoy… come lei del resto.
-
Non
mi piacciono le lusinghe.
-
E
a me non piace lusingare senza motivo.
La
donna e la ragazza si studiarono in silenzio, mentre Draco cercava di spostare
la conversazione su qualcosa di leggero.
Anche
la signora Malfoy, però, era rimasta molto colpita da quella ragazza…
soprattutto dal colore innaturale dei suoi occhi che sembravano essere nati per
far si che al gente si perdesse in essi.
-
Come
hai detto di chiamarti?
-
Astrid.
Astrid Mayfair.
-
Conoscevo
una Mayfair quando frequentavo Hogwarts… non sapevo avesse un fratello…
-
Infatti
mia madre era figlia unica.
-
Vuoi
dire che ti ha cresciuta da sola? Che tu non hai un padre?
-
Bè,
un padre da qualche parte devo avercelo per forza, ma non l’ho mai
conosciuto.- rispose lei guardando fuori dal finestrino della limousine che li
stava portando al Malfoy Manor.
Draco
cominciò a raccontare alcuni avvenimenti del periodo scolastico appena passato,
alla madre, poi si dedicò alla descrizione del Malfoy Manor, ma tutto ciò che
disse non si avvicinò minimamente a ciò che la ragazza si trovò di fronte.
Il
parco che circondava l’abitazione era enorme e comprendeva un lago, una serra,
una scuderia e una dependance.
La
casa poi, oltre che essere immensa, nascondeva moltissimi passaggi segreti e per
tanto aveva un’estensione praticamente doppia rispetto a quella misurabile; ma
ciò che più piacque all’invitata fu il corridoio che, al secondo piano,
metteva in comunicazione tutte le stanze: un lungo tappeto rosso percorreva il
corridoio per tutta la sua lunghezza e vicino ad ogni camera c’era un quadro o
una statua, che spesso rappresentava un qualche antenato.
Era
incredibile stare lì ad ascoltare i discorsi che i personaggi facevano tra di
loro.
Draco
mostrò ad Astrid la sua stanza e gli disse che qualcuno sarebbe passato a
chiamarla per l’ora di cena, nel frattempo poteva riposarsi.
Dopo
pochi minuti un elfo domestico bussò alla porta ed entrò recando in mano un
paio di lussuosissimi abiti da sera a cui era allegato un biglietto di Lady
Malfoy.
Rimase
un attimo inebetita.
Quella
donna non si preoccupava né del fatto che le piacessero né del fatto che
potesse non averne bisogno!
Si
era già fatta un’idea di lei e aveva sopperito alle sue mancanze.
Prese
il primo dei due abiti e lo indossò, in attesa che la chiamassero per scendere.
***
Quando
la Mayfair scese la lunga scalinata Lady Malfoy alzò un sopracciglio in segno
di approvazione.
La
ragazza indossava un lungo abito nero senza spalline, con dei ricami violacei
sul decolté e nello spacco del tessuto, un paio di stivaletti col tacco a
spillo e una velina scura sul capo.
Draco
le porse il braccio, così come gli aveva detto sua madre, e tutti e tre
uscirono nella buia notte invernale per recarsi a casa Goyle, dove il signor
Malfoy li attendeva.
***