TITOLO: Predicción
AUTORE: ****Minako****
SERIE: Harry Potter
PAIRING: DeeXDraco, AstridXRon
RAITING: A\U

DISCLAIMER: I personaggi appartengono agli aventi diritto e a me >.<!!! Astrid Mayfair è tutta mia!!! Deena (Dee) Olympus è della mia sorellina Dee (scusa il cognome banale, ma non mi veniva in mente niente ^^”), Cassandra Lay e Mia Zykla sono mieee >.<!!!

NOTE: Il nukir è un animale di mia invenzione *____*!!

DEDICATA A: Me =P!! Alla mia sorellina Dee, alla Llada e a Miya ^__^!!! Vi adoro ragazze *____*!!  

Predicción

capitolo 3

 

Le vacanze erano passate in un lampo e lei si era divertita moltissimo, ogni sera ad una festa diversa, fingendo di essere la fidanzata di Draco!

Era stato proprio divertente!

E poi, dopo i primi momenti di gelo, tra lei e Lady Malfoy si era instaurata una sorta di complicità tutta femminile, probabilmente perché la donna risentiva di una mancanza femminile sotto il suo tetto coniugale.

Con il padrone di casa però le cose erano andate diversamente. Per quanto l’uomo fosse stato spesso assente, come predetto da Draco, quando era presente aveva il potere di farla sentire sempre inadeguata e non era una bella sensazione!

Era certa che sarebbe giunta ad odiarlo, se non avesse notato con quanto amore e quanta deferenza trattava la sua sposa e con quanto orgoglio parlava del figlio! Mai una volta l’aveva sentito alzare la voce e mai una volta l’aveva visto punire qualcuno!

Eppure le voci che giravano a Hogwarts erano molto differenti!

Scosse il capo. Non era affar suo indagare negli affari privati della famiglia Malfoy.

Chiuse con un incantesimo la valigia, piena di abiti regalati da Lady Malfoy, e si diresse in salone, tenendo sottobraccio Enigma.

 

***

 

Le vacanze al numero 12 di Grimaud Place erano andate in maniera diversa da come Harry si fosse aspettato.

Tutti l’avevano trattato con delicatezza e indecisione, l’unico che era rimasto al suo fianco così com’era sempre stata era Ron. Era in quei momenti che si rendeva conto di quanto grande fosse l’amicizia che lo legava al rossino, ma soprattutto di quanto egli fosse indispensabile per lui per sentirsi se stesso!

Non gli aveva chiesto niente, come sempre, si era limitato a stargli vicino ascoltando i suoi sfoghi e inventando nuove distrazioni.

Cielo quanto aveva bisogno di Ron!

Certo.. anche gli scherzi dei gemelli lo tiravano su di morale, ma il suo migliore amico restava sempre quello che lo capiva di più.

Ora erano di nuovo sul treno per Hogwarts, pronti a ricominciare le lezioni, mentre nella casa che era appartenuta alla famiglia Black, il rinato Ordine della Fenice organizzava nuove missioni e nuovi compiti per ognuno dei membri.

Era strano pensare che fino a qualche tempo prima aveva condiviso la stessa casa con alcuni suoi professori… eppure era stato così.

Aveva passato una vigilia di Natale splendida, soprattutto grazie alla famiglia Weasley e al professor Lupin! Anche se il giorno di Natale era quasi morto di paura non vedendo rientrare l’ex-professore.

Ma fortunatamente non era nulla di che!

Odiava l’idea di essere ad Hogwarts senza sapere cosa succedesse ai membri dell’Ordine, erano tutti in pericolo, così come lo erano stati i suoi genitori!

Era vero che aveva solo sedici anni, ma aveva sofferto e lottato come tutti loro, se no di più!

Aveva il diritto di sapere!

Sentiva lo sguardo di Ron che lo osservava mentre lui si ostinava a guardare fuori dalla finestra.

-          Harry?

-          Sì?

-          Forse è meglio che tu non sappia…

-          Perché sarebbe meglio, scusa?

-          Perché non riusciresti più a vivere. Insomma, saresti sempre preoccupato per qualcuno o per qualcosa e loro vogliono che tu viva la tua giovinezza, ti hanno già negato l’infanzia…

-          Non possono decidere per me!

-          Fanno solo ciò che ritengono più giusto!

-          Ma non è vero!

-          Harry… nell’Ordine c’è tutta la mia famiglia, lo sai no? Come credi che mi senta?

Harry rimase in silenzio.

-          Sono preoccupato per loro, ma la cosa migliore che posso fare è andare a scuola ed evitare il più possibile i guai, così che almeno non si debbano preoccupare per me…

-          Scusami Ron.. ultimamente penso solo a me stesso.

-          Non preoccuparti.- poi gli porse le caramelle- Una gelatina?

 

***

-          Allora! Come sono andate le vacanze?- domandò Deena arrivando alle spalle della sua amica Slytherin

-          Benone Dee! E le tue? – rispose l’altra sorridendo.

-          Bene, bene! I miei mi hanno portato con loro dalla famiglia Lay per capodanno, hanno una figlia della nostra stessa età, è in Ravenclaw!

-          Ah sì! Cassandra Lay, giusto?

-          Sì! È molto simpatica, un po’ strana, ma simpatica.

-          Che intendi per strana?

-          Non lo so.. a certe uscite un po’… come le tue!

-          Perfide?

-          Direi di sì.- rispose ridendo- Comunque ho deciso di presentarvi, credo vi troverete bene, siete molto simili!

-          Vedremo! I tuoi come stanno?

-          Un po’ preoccupati dalle voci che arrivano e si smentiscono sul conto di Tu-Sai-Chi… ma a parte questo tutto bene! A Natale siamo stati da mia nonna, in montagna era tutto bianco! Ci siamo divertiti lanciandoci palle di neve tra cugini!

-          Noi, invece, abbiamo passato ogni sera ad una festa diversa ed io ho finto di essere la ragazza di Draco! È stato molto divertente!

-          Immagino…

-          Non fare quella faccia, lo sai che dipende tutto da te…

-          Lo so però…

-          Deena!- le interruppe una voce.

-          Cassy! Ciao! Lei è Astrid Mayfair, Astrid lei è Cassandra Lay.

-          Piacere.- risposero in contemporanea le due.

-          Deena hai visto Psiche per caso?

-          Psiche?- domandò la Mayfair.

-          Sì è il suo gatto. Non so Cassy, sarà in giro con Moonshine!

Stavano ancora parlando quando un forte terremoto scosse le basi della scuola.

Le tre ragazze si ritrovarono al suolo, mentre statue, vasi e quadri s’infrangevano al suolo.

-          Protego!- esclamò Cassandra creando intorno a loro uno schermo protettivo.

-          Dobbiamo uscire di qui! Accio scopa!- concluse Deena richiamando la sua scopa.

Le altre due imitarono la ragazza, ma con loro sommo stupore le scope non arrivarono e lo schermo protettivo s’infranse.

-          Protego!- urlò ancora Cassandra, ma nessuna delle tre riusciva a fare incantesimi.- Che cosa facciamo?

-          Cerchiamo di stare calme!- sentenziò Deena

Astrid guardò i primini che piangevano sconsolati.

-          Attenti!!!- urlò Deena sbiancando, una statua stava per cadere addosso ai bambini.

In un attimo Astrid era corsa, aveva afferrato la ragazzina ed era riuscita ad evitare la statua, solo delle piccole escoriazioni sulle braccia dimostravano che non era stato un sogno.

La bambina aveva gli occhi sbarrati dalla paura, mentre Astrid le sussurrava che andava tutto bene.

-          USCIAMO DI QUI! TUTTI IN CORTILE!- gridò ai ragazzi che erano all’interno e, presa per mano la piccola Ravenclaw, si precipitò all’esterno insieme agli altri studenti che erano in Sala Grande.

 

***

Il braccio di Severus bruciava dannatamente mentre il castello tremava e i suoi studenti fuggivano terrorizzati.

-          Fuori! Presto!- esclamò uscendo dal suo ufficio e indicando l’uscita agli studenti.

Che fare?

Raggiungere il Lord oscuro o aiutare i suoi ragazzi?

Doveva decidere in fretta.

Tornò nel suo ufficio e prese della polvere volante, dopotutto nel castello c’erano molti professori, ma lui era l’unico in contatto con Voldemort, non doveva perdere la sua fiducia.

 

***

 

Dumbledore radunò i ragazzi in cortile, mentre finalmente il terremoto cessava.

-          Ragazzi state tutti bene? Ci siete tutti? I prefetti controllino i membri delle loro case e controllino che ci siano tutti!

-          Sì, signor Preside!

-          Gli insegnanti portino i feriti in infermeria!

-          Certo Preside!

I ragazzi si guardavano l’un l’altro spaventati e preoccupati: che diavolo era successo?

Astrid stava asciugando i lacrimoni della piccola Mia quando sentì un sussurro.

Si girò, ma vicino a lei non c’era nessuno.

Guardò ancora la bambina con dolcezza e le disse.

-          Vai dal tuo Prefetto, si staranno preoccupando tutti per te.

-          Non voglio, voglio stare con te!

-          Tesoro, tra poco ci vediamo di nuovo, va bene? Ora però vai con gli studenti della tua casa.

Mugugnando contrariata la piccola si avviò in cerca dei suoi compagni, mentre Astrid si avvicinò a Pansy e le chiese di dire che c’era e stava bene.

-          Ma? Astrid!

La Slytherin non poté finire la frase perché la ragazza iniziò a correre verso la foresta proibita.

-          Astriiiiid!!!

 

***

Aveva il fiatone, erano dieci muniti buoni che correva nella foresta proibita, eppure sapeva benissimo dove stava andando, evitò un cespuglio di rovi e ricominciò a correre: aveva fretta e doveva raggiungere quel luogo! Ma perché avesse fretta e dove stesse andando proprio non lo sapeva!

Si fermò cercando di fare mente locale, non aveva senso correre a vuoto in un posto in cui non avrebbe nemmeno dovuto essere! E poi cos’era quell’urgenza?

Un rumore la distolse dia suoi pensieri e si nascose dietro un albero da cui poté vedere Severus Snape che appariva, ma ciò che la sconvolse fu il marchio nero che l’uomo aveva sul braccio.

Da quella distanza non poteva vedere bene ma c’erano pochissimi dubbi su cosa fosse: era il marchio di Voldemort!

Si voltò aderendo maggiormente all’albero dietro cui era nascosta, attendendo che il professore se ne andasse, ma sembrava che l’uomo avesse avvertito la sua presenza così, quando l’uomo si voltò per scrutare l’altro lato della foresta, lei corse disperatamente fuori da quel luogo.

Nello stesso momento, in cortile, Harry si accasciava al suolo toccandosi la cicatrice.

 

***


Severus si voltò nella direzione da cui provenivano i passi e vide una studentessa correre via, ma non fece in tempo a vedere chi fosse.

Maledizione!

Se era una spai significava che il Lord Oscuro non riponeva fiducia in lui, e se non lo era ci sarebbe stata un’altra persona che avrebbe potuto tradirlo!

Non ci voleva proprio!

Doveva correre da Silente e dirgli cos’era accaduto!

Si mosse con passo veloce e sicuro lungo le strade meno battute della foresta, e poi si diresse all’ufficio del Preside.

Toc Toc.

-          Mi scusi Preside devo parlarle…

-          Dimmi pure Severus.

-          Qualcuno mi ha visto nella Foresta Proibita.

-          Uno studente vero?

-          È già venuto?

-          L’ho fatto chiamare.

Quando la porta si aprì Severus vide il volto della persona che meno desiderava.

-          Mayfair…- sussurrò.

Dal canto suo Astrid sbiancò, che il Preside non le avesse creduto?

-          Siediti pure cara.- le disse l’uomo con la sua calma flemmatica.

-          Preferisco stare in piedi se non le spiace.- si sentiva in trappola.

-          Sei tra amici.

Non rispose.

-          Perché mi ha fatta chiamare?- domandò.

-          Tu hai visto Severus uscire dalla Foresta vero?

-          Non è per quello che sono venuta da lei. È per il marchio.- disse con decisione.

-          E così l’hai visto. Che sciocco, avrei dovuto coprirlo prima di tornare qui.

-          Non potevi immaginare che una studentessa ti avrebbe sorpreso.

Il professore di Pozioni si sedette sospirando, poi si voltò verso la ragazzina.

-          Non hai nulla da chiedermi? Mi hai già giudicato?

-          Non posso giudicare nessuno, professore.

-          Cosa ci facevi nella Foresta Astrid?

-          Ora sono io quella che ha torto?- domandò sconvolta.

-          Tu hai infranto una regola della scuola, e questo è essere nel torto, ma voglio sapere perché, al posto che essere con le tue compagne, ti sei inoltrata nella foresta da sola. La Parkinson è corsa ad avvertirmi che eri andata via. Perché?

-          Non lo so. So che dovevo andare e doveva andare lì.- si sedette anche lei- Il posto era molto all’interno della foresta e se l’avessi cercato volontariamente probabilmente non lo avrei mai trovato o avrei impiegato anni. Invece io SAPEVO dove andare e SAPEVO che dovevo fare in fretta, non so il perché.

-          Sento che sei sincera ragazza mia, ma devo dirti che ti sei messa in un pasticcio più grande di te.

Lo guardò incuriosita.

-          E’ vero, il professor Snape è stato un servo di Voldemort, ed ora fa la spia per noi.

-          Per voi?

-          Per l’Ordine della Fenice.

La ragazza rimase a bocca aperta.

-          Preside!- esclamò Snape sorpreso.

-          Vedi Astrid, io mi fido di te, so che sei sincera e mi fido talmente da confidarti questo grande segreto.

La ragazza deglutì.

-          E’.. è troppo grande per me.

-          No, non lo è. Il fatto che tu abbia saputo trovare Severus è segno che qualcosa in te si sta risvegliando, così come si era risvegliato in tua madre. Potrei cancellarti la memoria, ma non lo farò, ti farò solo un incantesimo per cui tu non possa parlare di tutto questo a nessuno.

-          Prima mi parli di mia madre! Che cosa vuole dire che qualcosa si sta risvegliando?

-          Dovrai scoprirlo da te, tua madre non me ne ha mai parlato. A te ne ha parlato Severus?

-          No.- rispose secco l’insegnante alzandosi.- Con permesso. Devo controllare i miei studenti.

Astrid guardò l’uomo uscire e sospirò.

-          Tua madre e Severus erano molto intimi…- mormorò il Preside- Lo ha ferito molto il fatto che se ne sia andata senta dirgli niente.

-          Io lo stimo molto Preside, come uomo e come docente, ma credo che se mia madre si è comportata così avrà avuto un motivo. Suo, ma un motivo.

-          Lo penso anch’io. Ora puoi tornare in classe.

Annuì e si alzò.


***

-          Astrid!

-          Draco.

-          Dov’eri finita? Eravamo così preoccupati!

Lei sorrise guardando il glaciale Malfoy e la dolce Olympus che si tenevano per mano.

-          E’ successo qualcosa che non so?- domandò furbescamente.

-          Ma no! Che vai a pensare!- dissero insieme lasciandosi la mano- Eravamo solo preoccupati. Non eri da nessuna parte!

-          Sono stata dal Preside, niente di che.

-          Come niente di che? Ma?

Non riuscirono a chiedere nell’altro perché un piccolo tornado nero e blu corse in braccio alla giovane Slytherin.

-          Non devi andare più lì!

Come sapeva?

-          Che cosa vuoi dire Mia?

-          Non devi! Non devi!- continuò scuotendo il capo.

-          Andiamo a fare una passeggiata Mia, così mi spieghi, a bene? Scusateci.

Draco e Dee rimasero a guardare la ragazza e la bambina che si avviavano in giardino senza dire una parola.

Che stava succedendo?

-          Astrid che scompare.- ricapitolò Dee

-          Potter che sta male.

-          La scuola che trema.

-          Le magie che non funzionano…

-          Qui sta succedendo qualcosa e temo non sia niente di buono!

-          Già.- rispose annuendo Malfoy, poi i due si separarono per raggiungere i rispettivi dormitori.

 

***

-          Mia.. cosa volevi dire prima?

-          Io lo so che sei andata nel bosco, ma non avresti dovuto! Lui è cattivo! Vuole solo confonderti!

-          Chi è lui?

-          Non lo posso dire… nessuno può dirlo.

-          Voldemort…

-          NON DEVI DIRLO!-urlò la ragazzina alzandosi in piedi.

-          Mia…

-          Mia!- la chiamò un’altra ragazza della sua casa.

-          Cassy…- rispose la bambina chinando lo sguardo.

-          Mia! Ero preoccupata! Non ti trovavo da nessuna parte! Non farlo mai più! Non puoi sparire così!

-          Scusa…

-          Poche scuse! Ero preoccupatissima!

-          Scusami Cassandra, è colpa mia, le ho proposto di fare un giro perché mi sembrava un po’ sconvolta, avrei dovuto avvertire qualcuno della vostra casa prima. Scusami.

Lo sguardo severo della Lay si trasformò in un sorriso divertito.

-          L’importante è che ora ti ho trovata… e ti farò pentire di essertene andata! Chiederò a Snape di farti pulire tutti i calderoni senza magia!

La bambina tremò, terrorizzata dall’idea e si avviò verso i dormitori con l’altra ragazza.

 

***

-          Malfoy!

-          Che vuoi Lenticchia?

-          Mayfair! Dove diavolo sta?

-          Non lo so e se anche lo sapessi non te lo direi!

-          È nei casini! Mi serve sapere dov’è e mi serve saperlo subito!

-          Chiedilo alla Cooman!

-          Non scherzare Malfoy! È una cosa seria! Se no non sarei venuto a chiederlo a te!

-          Signor Weasley, l’ha trovata?- domandò La Mc Gonagall arrivando trafelata.

-          Che cosa succede professoressa?- domandò Malfoy.

-          Dobbiamo trovare la signorina Mayfair. Il Preside desidera parlargli.

-          Ma gli ha già parlato.

-          Perché tutti mi cercano?- domandò la ragazza apparendo dal portone in compagna delle due Ravenclaw.

-          Signorina Mayfair! Il Preside desidera vederla.

-          Vado subito.

Draco le corse dietro e la prese per un braccio.

-          Che cosa succede? E non dirmi niente perché non ci credo.

 

Che cosa succede? E non dirmi niente! Ce l’hai scritto in faccia che c’è qualcosa che non va!

 

Astrid guardò Draco senza capire.

Di chi era quel ricordo? 

 

Lasciami stare Severus!

 

-          Mamma…- sussurrò prima di cadere al suolo.