TITOLO: Predicción
AUTORE: ****Minako****
SERIE: Harry Potter
PAIRING: DeeXDraco, AstridXRon
RAITING: A\U
DEDICATA
A: Me =P!! Alla mia sorellina Dee, alla Llada e a Miya ^__^!!! Vi adoro ragazze
*____*!!
Predicción
capitolo 4
Si risvegliò in infermeria, accanto a Potter.
-
Ben svegliata! Dormito bene?
-
Malissimo oserei dire. Ma che ci faccio qui?
-
Sei svenuta.
Lei lo guardò incredula, poi si passò una mano
tra i capelli.
Guardali… non sono bellissimi? Questi astri hanno
visto molto più di noi! E se anche sono morte la loro luce arriva ancora a noi!
Le stelle non muoiono mai.
-
Mayfair… ci sei?
-
Sì.. sto bene… sono solo un po’ confusa…
-
Chiamo Madame Pomfrey?
-
Non ce n’è bisogno, ti ringrazio. Credo sia ora
che me ne vada.
-
Astrid.
-
Che c’è?
-
Ti ho vista.
-
Cosa scusa?
-
Ti ho vista andare da lui.
-
Voi siete tutti pazzi! Cosa c’è Potter? Vuoi
vedermi il braccio? Vuoi vedere se il marchio oscuro mi deturpa la pelle?
-
Sei tu a dover scegliere.. ma se farai la scelta
sbagliata ti combatterò. Volevo solo dirtelo.
-
Vai al diavolo Potter! Sono già stufa della fama!
Mi mancavano solo le tue minacce!
-
Signorina Mayfair, si sente bene?- s’intromisa
Madame Pomfrey.
-
No! Non sto bene! Non c’è niente che vada bene!-
urlò uscendo.
***
Ron si avvicinò all’infermeria e fu quasi travolto da Astrid che usciva di
corsa.
-
Direi che le hai parlato.
-
Già.
-
E direi che non hai avuto successo.
-
Già.
-
Dumbledore che ne dice?
-
Di cosa?
-
Della tua visione.
-
Dice di non fidarmi troppo, che mi mancano un sacco
di dati per trarre le conclusioni… quella ragazza ha qualcosa.
-
Si, le rotelle fuori posto!
-
In effetti.
Ron si sedette accanto all’amico.
-
Stai meglio?
-
Mi sento malissimo. Ho accusato una persona di
essere al servizio di Voldemort e neanche la conosco.
-
Già, quella poveretta ha una storia abbastanza
travagliata alle spalle.
-
Uhm?
-
Vedi, sua madre ha lasciato Londra quando ha
scoperto di essere incinta ed è morta che lei era ancora piccola. È cresciuta
con dei babbani fino all’arrivo della lettera di Hogwarts e da allora vive qui
o in una casa sua che le ha lasciato sua madre.- sospirò- E’ brutto doversi
difendere dalle accuse di tutti sai?
-
Accuse?
-
Ci sono voci che dicono che sua madre fosse una
DeathEather… e poi non sa chi è suo padre… per un certo periodo ci
scommettevano sopra.
-
Ma è orrendo!
-
Lo so, ma è vero.
-
Forse non ho capito niente.
-
O forse hai capito tutto.
Il silenziò regnò tra i due dopo quella frase.
***
Severus stava correggendo i compiti di Pozioni quando sentì bussare alla porta
del suo ufficio.
-
Avanti.
Non alzò nemmeno lo sguardo dai fogli finché non
sentì quella voce flebile, rotta dal pianto.
-
Professore…
-
Mayfair! Che cosa è successo?
La ragazza si gettò tra le braccia del professore
e lasciò che le lacrime scorressero liberamente sul suo volto.
-
Io non ho fatto niente di male! Non sono un adepta
del Lord Oscuro! Neanche mia madre lo era! Perché tutti si accaniscono contro
di me e contro la sua memoria? Non è giusto!
-
Cerca di calmarti e spiegami cos’è successo.
-
Potter… Potter dice che mi ha vista con
Lei-sa-chi! Ma non è vero! Non è vero!
-
So benissimo che non è vero Astrid, su calmati.
La ragazza cercò di frenare il pianto, mentre
guardava il professore con occhi lucidi.
-
Ora torna nel tuo dormitorio, lavati la faccia e
vai a cena. Non è successo niente di grave… sei solo un po’ sotto
pressione.
-
Va… va bene…
***
- Harry! Hai sentito?- domandò Hermione entrando all’improvvisamente in
infermeria.
-
Cosa?
-
Ci mandano tutti a casa!
-
COSA???????????-domandarono insieme il rossino e il
sopravvissuto.
-
Per una settimana! Tutti a casa! Vogliono indagare
bene su cos’è successo oggi!
La stessa scena si stava svolgendo in tutti gli
altri dormitori.
-
Non posso tornare dai miei zii!- esclamò Harry.
-
Già! E non possiamo neanche andare a Grimaud
Place!
I tre ragazzi si guardarono sconsolati.
-
Forse da me.. – mormorò
Hermione.
***
In Sala Grande il Preside stava richiamando l’attenzione degli studenti.
-
Come avrete saputo tutti le lezioni sono sospese
per una settimana.- esordì- Vogliamo indagare ben le cause del terremoto di
oggi. Per tanto ho già scritto alle vostre famiglie, tornerete tutti alle
vostre abitazioni. Avrete tempo per studiare in preparazione agli esami, voglio
sperare.- delle risatine si alzarono dalle tavolate.- Gli studenti che nominerò
si recheranno nel mio ufficio al termine della cena. Tra i Gryffindor: Harry
Potter e Ronald Weasley, tra gli Hufflepuff: Deena Olympus, tra i Ravenclaw
Cassandra Lay e Mia Zykla e per ciò che riguarda gli Slytherin Astrid Mayfair.
Ora possiamo dedicarci alla ottime cibarie. Buon appetito!
Draco di voltò verso la ragazza al suo fianco.
-
Ti ha nominata.
-
Lo so.
-
Come mai?
-
Probabilmente perché non posso tornare a casa,
come gli altri.
-
In che senso non puoi?
-
Io vivo da sola, i babbani che si prendono cura di
me ogni tanto sono via per lavoro e io sono minorenne. Credo che sia per quello.
-
Puoi venire da me!
-
Mi farebbe molto piacere, tua madre è una persona
fantastica! Lo proporrò al Preside.
-
Allora verrò anch’io!
-
Ora mangiamo però.
Simile discussione si era accesa al tavolo dei
Gryffindor.
-
Forse Silente vuole farvi andare in un posto
sicuro…-iniziò Hermione.
-
Che di sicuro non è casa mia… sono preoccupato.-
disse Ron.
-
Non devi! Vedrai che non ce ne sarà motivo! Su,
ora mangiamo.
-
Non ho molta fame, scusatemi.- e si alzò uscendo
dalla Sala Grande.
Cassandra Lay si sistemò una ciocca di capelli
scuri dietro la testa.
-
I miei genitori sono in viaggio a festeggiare i
venticinque anni di matrimonio e hanno scelto un’isoletta in cui la magia non
funziona… probabilmente non hanno nemmeno ricevuto il gufo.
Le compagne di casa annuirono e si dedicarono al
pranzo.
Solo Dee era confusa, perché l’aveva chiamata?
L’avrebbe scoperto tra poco.
***
Toc Toc
-
Entrate pure ragazzi.- disse il Preside, poi si
stupì- Non mi pareva di averla convocata signor Malfoy.
-
Ha ragione, ma volevo dirle che Astrid starà da me
in questi giorni.
-
Non ce ne sarà bisogno, cercheremo delle case dove
saranno al sicuro.
-
Lui ci cercherà molto.
Tutti si voltarono verso la bambina.
-
Lui ci vuole…- continuò col capo chino.
-
E tu come lo sai?- chiese la sua compagna di Casa.
-
La signorina Zykla sta sviluppando l’occhio
interiore, non è vero signorina?
La bambina annuì sempre a capo chino. Era così
dispiaciuta.
Astrid si chinò al suo fianco.
-
È una cosa bellissima, sai?
La bambina la guardò dubbiosa.
-
Non sto scherzando, è un dono! Un dono
meraviglioso e raro! Quando sarai al terzo anno la professoressa Cooman sarà
molto orgogliosa di te! Non te ne devi vergognare!
Potter e Weasley guardarono la ragazza stupiti,
come poteva essere così dolce quella ragazza? Con loro era sempre stata così
acida!
-
Lui ti vuole…- le sussurrò all’orecchio in
modo che solo la Slytherin sentisse- Lui ti vuole.
Lei le accarezzò i capelli, poi guardò il
Preside.
-
Ha idea di dove mandarci?
-
Non ancora.
Si voltò verso i ragazzi che erano con lei in
quell’ufficio, cosa li accomunava? Forse l’essere membri dell’ordine?
Allora avrebbe potuto nasconderli lì.
-
Nessuno di voi andrà alla sede.- immediatamente
Harry, Ron e Draco capirono a cosa si riferiva.- Troveremo un’alta soluzione.
-
C’è casa mia… vivo da sola in quartiere
babbano, nessuno sa esattamente dove sia… potremmo vivere da babbani per un
po’…
-
Da babbani?!- esclamò sconvolto Draco.
-
Questa idea è rischiosa… in un quartiere
babbano…
-
Potremmo andare noi a controllarli.- esclamò
Severus apparendo solo allora dall’ombra.
-
La casa è piccola ma accogliente… non ci cercherà
lì.- sentenziò Mia, attaccata alla gonna di Astrid.
-
Ha sentito?
-
Perché dovremmo venire a casa tua? Non sappiamo
niente di te! Potresti tradirci? Dopotutto le tue origini non si conoscono!-
sbottò la Lay irritata.
La tensione si poteva tagliare con il coltello,
mentre Astrid cercava di nascondere alla meno peggio il dolore che provava.
Deena si avvicinò all’amica ma non fece in tempo
a dire nulla.
-
Io mi fido di lei!- sentenziò Harry facendo un
passo in avanti.
Gli occhi verdissimi e sinceri di lui si
specchiarono in quelli viola e tumultuosi di lei.
-
Sei sicuro di fidarti?- domandò acida, ferita
ancora dal ricordo della loro ultima conversazione
-
Ti ho giudicata già una volta senza conoscerti.
-
Io sono d’accordo.- rispose Ron con una mano tra
i capelli- E poi dove va Harry vado anch’io.
La Lay si trovò da sola contro quella donna dallo
sguardo magnetico.
-
Se siete tutti d’accordo allora va bene anche per
me.- sbottò irritata, in quel momento Psiche, la gatta della ragazza, saltò giù
da uno scaffale, si strusciò lungo le gambe di Astrid e tornò dalla sua
padrona.
-
Allora è deciso! Preparate i bagagli e mi
raccomando, non dite niente a nessuno!
-
Se permette vorrei andare anch’io.-
intromettendosi.
-
Suo padre non gradirà signor Malfoy.
-
Mio padre conosce e stima Astrid, non farà
domande.
***
Astrid non riusciva a dormire, si era presa una responsabilità più grande di
lei!
Sei giovani maghi in casa sua! Con Voldemort che li
seguiva!
E poi, se Mia aveva ragione, li avrebbe messi tutti
in pericolo con la sua sola presenza!
-
Non dormi?- le domandò una voce maschile.
-
No…- rispose, continuando ad accarezzare il suo
nurik.
-
Non dirmi che il domani ti spaventa!- commentò
divertito Malfoy sedendosi al suo fianco sul divano.
-
Un po’.
-
Hai paura di te o di loro?
-
Di entrambi.
-
Mettiamola così, per quanto riguarda loro ci sono
io… e per quanto riguarda te c’è Potter. Sei a posto, no?
Sorrise.
-
Tra te e Dee come vanno le cose?
-
Ma come ti viene in mente!
-
Draco…
-
E va bene.. mi piace…
-
Bene e poi?
-
E poi basta!
-
Quando questo casino sarà finito dovrai uscirci
insieme! È una ragazza adorabile!
-
Se lo dice la mai sorellina! Il tuo cuore di
ghiaccio non si è ancora sciolto per qualcuno?
-
No… non ancora.
-
Neanche per Snape?
-
Draco! È un insegnate!
-
Lo so… ma ho visto con quanta adorazione lo
guardi!
-
È solo perché lo stimo molto!-esclamò
arrossendo.
-
Ahh.. ora si dice stimare…
-
DRACO!
-
Guarda che il mio nome lo so, non c’è bisogno
che continui a ripeterlo!
Lei sorrise accomodandosi meglio tra le braccia
dell’altro e intrecciò le mani con le sue.
-
E’ così strano averti così vicino… - sussurrò
prima di addormentarsi.
***
I giovani maghi si erano trovati tutti nell’ufficio del Preside.
-
Allora mi raccomando! Niente magia e niente pazzie!
Se avrete bisogno di qualcosa comunicate via gufo. Ok?
-
Certo signor Preside!
-
Il professor Snape e la professoressa Mc Gonagall
vi accompagneranno.
I due professori annuirono e si misero tutti in
cammino.
***
Nello scompartimento che dividevano, Deena era
seduta vicino ad Astrid.
-
Pensieri?
-
Un po’…
-
Andrà tutto bene.
-
Ho paura Dee… è tutto così strano. Poi c’è
Mia…
-
Cosa ti ha detto?
-
… lasciamo stare. Parlami piuttosto del mio
fratellino! Mi ha detto che è scoppiata al scintilla!
-
Non è vero!
-
E allora perché arrossisci?
-
Perché mi metti in imbarazzo!
Astrid le prese il mento tra le mani.
-
Draco è una persona stupenda e tu non sei da meno,
buona fortuna.- poi la baciò sulla guancia ed uscì dallo scompartimento.
-
Astrid!
-
È uscita?- domandò Draco, guardando la figura
minuta che si allontanava.
-
Ormai la vedo solo di spalle… non sono più al
suo fianco.
-
Ha deciso di camminare da sola. Spero solo sia la
scelta giusta.
-
Lo spero anche io.
***
Aveva camminato lungo i vagoni senza neanche
accorgersene e si era ritrovata davanti al vagone del macchinista.
-
E ora dove vuoi scappare?
-
Lay.
-
Non credere che non l’abbia capito, tu non ti
fidi neanche di te stessa e stai cercando di fuggire.
-
E se anche fosse?
-
Non puoi lanciare il sasso e ritirare la mano! Ti
sei messa in gioco da sola!
-
Non è vero! Io non volevo!
-
Ti sei proposta!
-
Perché non c’era altro da fare!
-
C’è sempre un’altra soluzione!
-
Tu non sia niente!
-
Non tirare in ballo il tuo passato! Non c’entra
niente con te! E lo sai! Non puoi nasconderti dietro le ombre!
..E I corpi celesti si riuniranno nel buio…
-
Ehi? Tutto bene?
-
Io.. si.
-
Astrid!
-
Mia!
La bambina le corse in contro sorridendo, poi la
guardò stupita.
-
Cos’è?
-
È Enigma.. il mio nukir. Enigma, lei è Mia.
-
Che bello! Lo posso prendere in braccio?
-
Fai attenzione, è molto suscettibile.- rispose
dandoglielo in mano.
Le piaceva quella bambina, tirava fuori un istinto
materno che non credeva di avere. Forse anche lei, in fondo, sapeva amare.
-
Avete deciso di fare un convegno?- domandò Potter,
sistemandosi gli occhiali.
-
Se anche fosse?- rispose Cassandra con distacco.
-
Ci uniremmo anche noi! Dopotutto dobbiamo
conoscerci, no?- rispose Ron sorridendo.
Presero posto a sedere nella cabina di Potter e
Weasley.
Il nukir saltò via dalle braccia di Mia e si
rifugiò tra quelle della Mayfair e in quel momento il treno si fermò.
-
‘Nigma.. tranquillo…
-
Ci siamo fermati.- constatò Harry guardando fuori.
-
Non mi piace! Non mi piace per niente!- esclamò
Ron alzandosi.
-
Non devi uscire!- lo bloccò la piccola Zykla.
-
Deena…- sussurrò Astrid, poi si voltò- Mia, ti
affido ‘Ngima!
-
Non andare! Mayfair! Ci sono i professori!- cercò
di richiamarla l’altra Ravenclaw, senza successo.
Stupida! Stupida! Stupida! Come aveva potuto
lasciarla da sola!
-
Deen…!- la cabina era vuota e i sedili spaccati.
-
Eccoti qui, Mayfair.- si voltò spaventata verso la
donna vestita di nero che le puntava contro la bacchetta- Mi domandavo proprio
dove fossi…
Quella donna aveva il fascino sensuale del male, ma
la sua condotta aveva lasciato marchi indelebili sul suo aspetto e il marchio…
il marchio nero faceva bella mostra di sé sul braccio della donna.
-
Il mio signore sarà contento…- mormorò
-
Dov’è la mia amica?
-
Non lo so.. se ne sarà andata anche lei..
Dee stava bene, ciò era bene. Li era in grossi
guai, ciò era male!
-
Allontanati da lei Bellatrix!
Bellatrix? Quella donna era Bellatrix
Lestrange??
-
Potter… quanto tempo… l’ultima volta ti
dimenavi come un ossesso cercando di raggiungere un uomo morto.
-
Come puoi palare così? Come puoi godere del dolore
altrui?- domandò la ragazzina sfidandola con lo sguardo.
-
Hai ragione, mi diverte, e mi divertirò con te
ora!
-
Mayfair!
-
Desaparesco!- la ragazza aveva lanciato una
fialetta per terra, e nel caos che si era creato era riuscita a raggiungere
Potter e trasportarsi con lui nella sua cabina.
Gli altri tre ragazzi li guardarono preoccupati.
-
State bene? Che è successo?- domandò Ron
-
Bellatrix.- fu la concisa risposta, ma nella mente
del rossino si spalancò una porta di eventi infausti legati a quel nome.
-
Ragazzi!
-
Professoressa Mc Gonagall!!
-
Stringetevi tutti vicini e non un fiato!- così
dicendo si mise di fronte a loro.- Dissimulo!!
Pochi istanti dopo Bellatrix e altri due
DeathEathers apparvero alla porta, i ragazzi si strinsero maggiormente.
-
Anche qui non c’è nessuno! Dannazione!
Dumbledore deve averli portati via con una PassaPorta di emergenza!
-
Maledizione! Il lord non sarà affatto contento!
-
Andiamocene, qui non abbiamo altro da fare!
I tre si smaterializzarono, ma la professa attese
ancora parecchi muniti prima di annullare l’incantesimo.
-
Astriiiid!!
-
Deena!!
Le due si corsero in contro.
-
Astrid! Mio Dio! Stai bene? Credevo ti avrebbe
uccisa!
-
Tu, come? Ma non c’era nessuno!
-
Snape ha usato il Dissimulo.
-
Allora eravate lì… che idiota! Ho rischiato di
farvi scoprire!
-
Sei sta un’idiota sì! Ma non per quello! Mia zia
poteva ammazzarti, lo sai?- urlò Draco arrabbiato.
-
L’importante è che stiamo tutti bene.- sentenziò
lei abbracciandoli entrambi- Ho avuto così paura…
-
Anch’io…- sussurrò Dee- Non farlo mai più.
***
Severus era tornato nella sua cabina con la Mc Gonagall, le mani gli tremavano
ancora.
Era stato così difficile rimanere immobile senza
far niente per la sua alunna, ma non poteva rischiare di farsi scoprire.
-
Hai fatto la scelta giusta.- gli disse l’altra
insegnante accomodandosi meglio.
-
Lo so.
-
Però è stato difficile, vero? Però se l’è
cavata bene!
-
Non dovrebbero usare la magia fuori da Hogwarts!
-
Credo che potremo soprassedere per questa volta.
-
Credi che torneranno?
-
Non tanto presto… Dumbledore ha separato i nostri
vagoni dagli altri… ora viaggiamo da soli e siamo invisibili. Questo dovrebbe
darci un po’ di vantaggio, no?
-
Lo spero. E poi il Lord non sa che ci sono anche io
a bordo.
-
Già, spero che Lupin ti stia imitando bene.-
rispose sorridendo la professoressa- Ancora un po’ e saremo arrivati…