TITOLO: Predicción
AUTORE: ****Minako****
SERIE: Harry Potter
PAIRING: DeeXDraco, AstridXRon
RAITING: A\U

DISCLAIMER: I personaggi appartengono agli aventi diritto e a me >.<!!! Astrid Mayfair è tutta mia!!! Deena (Dee) Olympus è della mia sorellina Dee (scusa il cognome banale, ma non mi veniva in mente niente ^^”), Cassandra Lay e Mia Zykla sono mieee >.<!!!

NOTE: Il nukir è un animale di mia invenzione *____*!!

DEDICATA A: Me =P!! Alla mia sorellina Dee, alla Llada e a Miya ^__^!!! Vi adoro ragazze *____*!!  

Predicción

capitolo 5

 

I ragazzi erano finalmente giunti in stazione, tra lo stupore dei numerosi babbani che non avevano mai visto un gruppo così eterogeneo e con strani animali.

-          Astrid… ma sei sicura che non ci notino? Insomma… non passiamo così inosservati… e tu vivi in un palazzo.

-          Non preoccuparti Dee.

La ragazza ravanò nella borsa che portava a tracolla ed estrasse un portachiavi tutto colorato.

Aprì.

-          Benvenuti a casa mia!

Come aveva detto Mia la casa era piccola ma accogliente, c’era un piccolo salotto all’entrata, più avanti la cucina, due camere da letto un bagno e uno studio.

-          Prego accomodativi- disse, alzando le tapparelle e accendendo le luci.

-          Vive da sola signorina Mayfair?

-          Si professoressa Mc Gonagall. I miei tutori babbani passano di qui di tanto in tanto.- poi guardò gli altri ragazzi- Stabiliamo delle regole. Regola numero uno, non si usa la magia in nessun caso a meno che non ne dipenda la vostra vita, regola numero due gli animali resteranno in bagno e non andranno a zonzo per casa, regola numero tre, ognuno deve sbrigare le piccole cose da sé.- ci pensò un attimo- Credo che basti.

-          Asti… che intendi per piccole cose?- domandò dubbiosa Draco.

-          Bè, fare i letti, tenere in ordine la camera, pulire dove si sporca.

-          O cavoli…-

-          Non siamo un po’ tanti per questa casa?- domandò Mia.

-          È vero… ma faremo apparire qualche letto in più. Noi ragazze dormiremo in camera mia, voi potete dormire nello studiolo e i professori nell’altra camera da letto.

In pochi minuti la casa fu invasa dai letti e la Mc Gonagall fu costretta a far apparire anche un grande quantità di coperte e lenzuoli.

Fare i letti fu un’impresa titanica, a parte Dee e Astrid nessuno aveva mai rifatto un letto in vista sua e quando, molte ore dopo, tutti i letti furono accettabili, Ron si buttò sul divano.

-          Adesso inizio ad apprezzare il lavoro degli elfi domestici.

-          A chi lo dici.- sbottò Draco sedendosi accanto a lui.

-          Eh no miei cari! Ora ci aspetta la spesa!

-          La spesa?!

-          Volete mangiare o non volete mangiare?- domandò Dee divertita.

-          Ma io non so fare l spesa!- esclamò Draco ad occhi spalancati.

-          No problem! Porterete i pacchi.

I due professori guardarono divertiti come le due ragazzine riuscivano ad imporsi sui tre baldi giovani.

-          Minerva, e noi?

-          Io resto a casa, devo mandare un gufo a Dumbledore per dirgli che va tutto bene e che siamo arrivati.

-          Ehm.. credo sia il caso che resti a casa anche lei professor Snape…- mormorò Dee chinando lo sguardo.

-          E perché?

-          L’abito… è ehm… un po’ fuori moda qui…- aggiunse Cassy legandosi i capelli.

Un colpo di bacchetta e l’uomo si ritrovò ad indossare pantaloni neri e camicia nera.

-          Va bene così?

I ragazzi annuirono e andarono al centro commerciale.

-          Astrid! Cara! Quando sei tornata? Ma non è presto?

-          Signora Agata! Salve, come sta suo marito? Noi siamo qui in vacanza!

-          Noi?

-          Questi sono alcuni dei miei compagni di scuola.

-          E lui?- domandò l’anziana donna indicando Severus.

-          Lui è il padre di Draco! Non vorrà lasciare sette ragazzi minorenni a casa da soli!

-          È da solo? Oh no! C’è sua moglie che ci aspetta a casa! Ma mi sa che presto faranno cambio con gli altri genitori… non si fidano proprio, che vuol farci.

-          Oh, ma tu sei così giudiziosa! Dirò a Victor che sei tornata prima! Sarà felicissimo! Ora vado o mio marito non mangerà stasera.

-          A presto signora.

Dopo che la donna si fu allontanata Snape sorrise.

-          Chissà cosa dirà Minerva quando saprà che sono suo marito…

-          Mi scusi, non mi è venuto in mente altro.

-          Dobbiamo prendere da mangiare! Sbrighiamoci! O ci chiude il supermercato.

Harry fu di grande aiuto alle ragazze, s’incaricò di comprare pasta e sugo, mentre loro compravano frutta e verdura.

La cena fu veloce e leggera, erano tutti provati dalle forti emozioni della mattina prima.

-          Tutto squisito, brava!- esordì la Mc Gonagall, poi, pulitasi la bocca con il tovagliolo aggiunse- Domattina io e il Professor Piton torneremo ad Hogwarts.

-          Di già?

-          Lupin ha preso il mio posto e devo riprenderlo.- spiegò tranquillamente il professore.- Ora, con permesso, domani dobbiamo alzarci presto e comportarci da babbani.

 

***


Astrid si alzò, facendo attenzione a non fare nessun rumore, quella notte non riusciva a dormire.

-          Non dormi neanche tu Weasley?

-          No… oggi mi avete stancato più di un allenamento di Quiddish.. e sono così stanco che non riesco a dormire.

-          Pentito di essere qui?

-          Ancora no… dovrei?

-          Spero di no.

-          Ma tu vivi sempre qui da sola?

-          Sì. È casa mia.

-          Non riesco ad immaginarmi come sia vivere da soli! A casa mia c’è sempre un fracasso.

-          È la tua famiglia… io sono la mia famiglia… tutto ciò che mi resta sono io.

-          Scusa non dovevo.

-          Non preoccuparti, è passato tanto tempo.

-          Non hai mai cercato tuo padre?

-          No.

-          Potrebbe essere Snape… sai.. circolano voci.

-          Non mi fido delle voci, di solito sono solo malelingue.

-          Hai ragione. Ma non sei curiosa?

-          Sì lo sono, ma non voglio restare ancora delusa… Parlami di te piuttosto.

-          Bè io sono il sesto di sette, perciò sono sempre coccolato e protetto da tutti… anche da Harry. Alle volte mi sento solo un numero… ma so che in fondo mi vogliono bene.

-          Vorresti che non si preoccupassero per te?

-          Già… vorrei essere libero di fare ciò che vorrei… ma infondo non si può mai fare ciò che si vuole..

-          Vero.

Entrambi alzarono lo sguardo.

-          Non riesci a dormire neanche tu Mia?

-          Devi scavare nell’oscurità e ritrovare ciò che hai sepolto. Tu hai la chiave. Tu sei la chiave.

-          Mia?- domandarono entrambi, ma la bambina, come se si fosse svegliata di colpo, li guardò stupita.

-          Che ci faccio qui?

-          Avevi sete, no? Vieni che prendiamo un bicchier d’acqua.- e così dicendo si alzò dal morbido divano, poi la riaccompagnò in camera.

-          Quella bambina alle volta mi fa paura.- mormorò Weasley.

-          A me no. È così tenera.

I due andarono avanti a parlare di loro stessi e delle loro vite fino a mattino inoltrato, quando, a causa della stanchezza, si addormentarono entrambi.

 

***


Severus uscì dalla camera che divideva con la Mc Gonagall e trovò i due ragazzi placidamente addormentati sul divano.

-          Si prenderanno un malanno.- mormorò la donna, mentre l’uomo li copriva con una grossa coperta che aveva fatto apparire.

-          Chissà che faccia faranno i ragazzi domattina.- si domandò divertito il professore.

-          Caffè Severus?

-          Sì, nero, grazie.

-          Prego.- rispose la donna porgendogli la tazza, poi sciacquarono le tazzine e si diressero alla porta

-          Non preoccuparti Severus, tra poco arriveranno gli Weasley.

-          E dove li metteranno?- domandò ironicamente mentre si chiudeva la porta alle spalle.

 

***


Ron Weasley si svegliò con uno strano peso sul petto, aprì gli occhi e notò una cascata di morbidi capelli castani che gli solleticavano il mento.

“Hermione…?”si domandò, ma poi guardò meglio la ragazza che dormiva placidamente e riconobbe la gelida e scontrosa Mayfair.

Ma come diavolo erano finiti in quella posizione?

Lui ricordava solo di aver chiacchierato con lei fino a notte fonda, ma non ricordava di essersi sdraiato, tanto meno che la ragazza si fosse sdraiata su di lui… e la coperta?

Quella di certo non c’era prima, visto che la Mc Gonagall ne aveva dovute far apparire molte!

Si mosse leggermente, cercando di togliersi da quella posizione imbarazzante, e la ragazza si svegliò.

-          Che ora è?- chiese con naturalezza.

-          Stiamo dormendo uno sopra l’altro e tu mi domandi che ora è?

-          Bè, come siamo finiti così lo so… ma che ora sia no.

-          E allora spiegamelo per favore.

-          Ti sei addormentato verso le quattro caro, ho provato a svegliarti ma non c’è stato verso. E di sicuro non ho la forza per alzarti e portarti in camera! Ho pensato ke se avessi dormito da solo avresti preso freddo e mi sono sdraiata anch’io… in fondo era troppo stanca per andare in camera. E questa?- domandò indicando la coperta.

-          Credo sia opera della Mc Gonagall…

-          Cosa? Vuoi dire che la Mc Gonagall e Snape ci hanno visti così?

-          Perché la cosa ti turba tanto? Non avrai una cotta per Snape!

La ragazza arrossì.

-          Non ci credo! Hai una cotta per quello?

-          Lasciamo stare per chi ho una cotta io e alziamoci. Un biglietto?

Ron lo prese in mano e lo lesse.

-          O cacchio!

-          Che c’è? Viene la mia famiglia oggi.. tutta…

-          O cacchio!


***

 

Quando anche gli altri si svegliarono furono informati dell’imminente arrivo della famiglia Weasley e le donne furono mandate ai fornelli per preparare la colazione.

-          Io voglio le frittelle col miele!- esclamò Mia sedendosi a tavola.

-          Io le uova in camicia.

-          Io preferisco bacon e uova.

-          Ragazzi… non so se l’avete notato ma.. QUESTA CASA NON E’ UN ALBERGO!- esclamò Astrid- Questi sono i biscotti, queste le merendine e questo è il latte! Tutt’al più posso farvi del caffè.

Gli altri la guardarono contrariati.

-          Se vuoi ti do una mano io.- si offrì Harry- Sono abituato a fare la prima colazione.

-          Sei un angelo!- esclamò Ron con in bocca due brioches.

 

***


Avevano appena finito colazione quando suonarono al campanello.

-          Sì?

-          Arthur? Ma come funziona questo aggeggio? Sicuro che funzioni?

-          Non lo so cara, non ne ho mai usato uno per davvero!

-          Mamma! Insomma!

-          State calmi ragazzi.

-          Ron, ti dispiacerebbe scendere a prendere la tua famiglia? Hanno difficoltà sol citofono.

Il ragazzo annuì e dopo pochi minuti risalì con tutta la famiglia Weasley.

-          Buon giorno ragazzi! Oh, ma che bella casetta! Dove possiamo appoggiare i vestiti?

-          No! Niente magia!- esclamò Astrid guardandoli con serietà.

-          Uffa…- si lamentarono i gemelli e rinfoderarono le bacchette.

-          Tu devi essere la figlia di Morgano, vero? Ha gli stessi occhi. Io sono Molly Weasley, la madre di questi birbanti!

-          Astrid Mayfair, molto piacere. Loro sono Harry, Draco, Deena, Cassandra e Mia.

-          Harry caro! Ti trovo bene!

-          Malfoy?che diavolo ci fa lui qui?- sbottarono i gemelli.

-          Lui è mio ospite. Spero sia chiaro.

-          Cristallino.- risposero in fretta i due.

Astrid li guardò pensierosa, sarebbe stato un casino sistemarli tutti per quella notte!

Non si era nemmeno accorta che il maggiore della famiglia Weasley le si era avvicinata, finché non lo sentì carezzarle il collo.

-          La chiave della vita.- mormorò.

-          Oh… il ciondolo. Non sapevo lo conoscessi.

-          Vivo e lavoro in Egitto.- rispose lui- Sai cosa significa?

-          Il figlio che unisce la madre e il padre oppure Menfi che unisce l’alto e il basso Egitto.

-          Credevo di coglierti impreparata.

-          Spiacente.-

 

Tu hai la chiave. Tu sei la chiave.

 

Ma certo! Gliel’aveva detto Mia la notte prima!

-          Tutto bene?

-          Benissimo! Cercate di sistemarvi… bè.. dove capita!

 

***


I gemelli, Ron e Harry si ritirarono nello studiolo dove avrebbero dormito.

-          Carina ma gelida quella ragazza.

-          Bè… è una Slytherin.

-          È una Slytherin?- domandarono all’unisono Fred e George.

-          Non l’avrei…

-          … mai detto.

-          E invece è così.

-          E Draco? Che ci fa qui?

-          Non vuole abbandonare la sorellina.

-          La sorellina?- domandarono ancora più stupiti.

-          Già, pare che Astrid e Draco si considerino come fratelli.- rispose Harry.

-          Accipicchia…

-          Voi avete saputo qualcosa dei terremoti?

-          Ancora niente, Dumbledore dice che probabilmente era un modo per allontanarti e aggredirti.

-          Ma non sono io che mi sono allontanato…

-          È stata Astrid!- ricordò Ron

-          Credete che sia una spia di Voi-sapete-chi?

-          No.. lo escludo.- rispose Harry.

-          Come puoi esserne sicuro?

-          Perché ho già sbagliato una volta.

-          E allora?

-          Allora non ci resta che aspettare.

 

La giornata passò in fretta e a cena Misses Weasley diede il meglio di sé ai fornelli, poi tutti andarono a risposarsi.

 

***



Quando Astrid si svegliò Molly aveva già preparato la colazione e i gemelli stavano mangiando.

-          Credo che potrei facilmente abituarmi a questa situazione.- esclamò divertita mentre prendeva posto a sedere.

-          Io no! Ma come fai a cucinare alla babbana? È un’agonia!

-          Abitudine. Nulla di più.

-          Buon giorno…- mormorò Draco mezzo addormentato seguito da un harry ancora più intontito?

-          Ma si può sapere che avete fatto stanotte?- domandò Bill apparendo in quel momento.

-          È colpa vostra!- urlarono entrambi indicando i gemelli- hanno trasformato il nostro letto in un matrimoniale e ci siamo scoperti e dati calci  l’un l’altro per tutta la notte!

-          Ahahahahahahahahah!- rise la ragazza

-          Bella e col senso dell’umorismo, non è una donna da sposare Fred?

-          Certo George!- poi si rivolse a lei- Chi è lo sfortunato?

La ragazza sorrise divertita.

-          Ci mancano i vostri scherzi ad Hogwarts! Quello della palude è stato superlativo!

-          È anche una nostra fan.

-          Credo non ci sia in tutta Hogwarts una persona che non vi ammiri per quello scherzo.

-          Remus!- esclamò Harry correndo verso di lui.

-          Ciao Harry. Scusami Astrid se mi sono permesso di smaterializzarmi.

-          A lei tutto è permesso.- rispose facendogli l’occhiolino, poi riprese a dedicarsi alla sua tazza di caffè.

Le altre ragazze apparirono in quel momento vestite e pettinate di tutto punto.

-          Buon giorno professore Lupin!.

-          Lei è un professore?- domandò Mia

-          È vero! Mia tu sei troppo piccola, ma tre anni fa il professor Remus Lupin era il nostro docente di Difesa dalle Arti Oscure.

-          Ora che mi hanno presentato mi diresti tu chi sei?

-          Io sono Mia Zykla, molto piacere.

-          Piacere mio signorina.

-          Che cosa ha fatto alla faccia?

-          È una storia lunga.

-          La prossima volta non si ripeterà.- gli rispose dolcemente e poi si sedette accanto ad Astrid.

-          Bè.. È la nuova Cooman, vero Mia?

La bimba annuì servendosi un paio di frittelle.

-          Sei proprio brava Molly.

-          Ti ringrazio tesoro.

 

***