TITOLO: Predicción
AUTORE: ****Minako****
SERIE: Harry Potter
PAIRING: DeeXDraco, AstridXRon
RAITING: A\U
DEDICATA
A: Me =P!! Alla mia sorellina Dee, alla Llada e a Miya ^__^!!! Vi adoro ragazze
*____*!!
Predicción
capitolo 7
Avevano
preparato pozioni e incantesimi tutto il giorno, erano decisamente stanchi.
Ron
carezzò i capelli della ragazza di cui si era innamorato mentre lei
sonnecchiava su un libro di pozioni.
Draco
e Dee continuavano a lavorare imperterriti, ogni minuto perso era un minuto
prezioso per loro.
Ginny
era collassata in braccio ad Harry, mentre Mia passava ore a contemplare una
sfera.
Fu
così che li trovarono i membri dell’Ordine quando rientrarono.
Sorrisero,
erano solo ragazzi, ma si stavano impegnando tantissimo.
Con
un colpo di bacchetta li misero tutti a letto, il giorno dopo sarebbe stato
pesante.
***
Il professor Lupin si sentiva stranamente bene, quella notte la luna sarebbe
stata sconfitta.
Trovò
un foglietto per terra e lo guardò stupito, i nomi erano quasi illeggibili
eppure gli sembrava… no, non poteva essere possibile.
Mise
il foglietto sul tavolo e si preparò alla nuova giornata.
***
L’ultimo giorno.. quello era il loro ultimo giorno.
Nessuno
lo diceva apertamente, ma tutti lo pensavano.
La
mattina passò come una giornata qualunque, ma il pomeriggio i preparativi erano
giunti al termine.
-
Non
posso e non voglio obbligare nessuno di voi a combattere… vi ammiro e vi stimo
tutti per ciò che avete fatto… ora ci sarà l’ultima battaglia. Chi vuole
può tirarsi indietro.
I
ragazzi tremarono, ma si fecero forza l’un l’altro.
-
Mi
raccomando, fate tutti la massima attenzione!
***
Anche
i DeathEathers si stavano preparando per l’ultima battaglia.
-
E
così abbiamo di nuovo un appuntamento al Ministero…- mormorò Lord Voldemort.
-
Sì,
mio signore.- rispose Severus col capo chino.
-
Quel
posto mi fa tornare alla mente splendidi ricordi…- esclamò Bellatrix- Non
trovi Rodolphus?
L’uomo
guardò la donna che amava e che l’aveva portato ai confini dell’Inferno.
Lui
si era perso in lei tanto tempo prima, accecato dalla sue bellezza appariscente,
dal suo sadismo sottile e dalla nobiltà dei suoi tratti e del suo
comportamento.
Quante
volte aveva pensato di andarsene e lasciare tutto?
Molte,
troppe. Ma non poteva lasciare la donna che l’aveva stregato al primo sguardo,
il suo cuore era già incatenato a lei prima ancora che lui se ne rendesse
conto! Non importava quanto avesse sofferto, quanto avesse rimpianto le scelte
del passato, era sicuro che se fosse tornato indietro avrebbe ripetuto
esattamente le stesse scelte, le scelte di lei.
L’uomo
annuì pensieroso fumando l’ennesima sigaretta della giornata, poi si voltò
verso il cognato.
L’uomo
indossava un completo di velluto blu notte e i lunghi capelli biondissimi erano
chiusi da un semplice nastro di raso nero.
-
E
tu non dici niente cognato? La mia adorata sorellina si nasconde ancora dietro
di te?
-
Lascia
fuori Narcissa!- gli sibilò freddo Malfoy.
-
Ohi
ohi! Che paura! Non sei fiero di combattere per il nostro signore? E di vedere
quei luridi vermi strisciare?
L’uomo
non rispose e distolse lo sguardo.
No,
non ne era affatto felice!
Non
era mai stato felice!
Ma
c’erano Narcissa e Draco, e allora sembrava che nulla e nessuno potesse
fermare l’oscuro signore, era per quello che si era votato a lui! Per avere la
certezza che suo figlio e sua moglie avrebbero sempre goduto del massimo di ciò
che si poteva avere! Era convinto che, senza esporsi troppo, poteva proteggere
la propria famiglia… e tutto ciò valeva il marchio di schiavitù che portava
al braccio.
Come
poteva immaginare che un lattante avrebbe messo in pericolo la sua stabilità e
i suoi progetti?
Odiava
Potter! Lo odiava per aver distrutto i suoi piani e per aver messo in pericolo
tutta la sua famiglia! Per averlo costretto ad una schiavitù ancora più
subdola!
Per
un momento aveva creduto di essere libero dal cappio, ma quando aveva visto che
il marchio oscuro non era scomparso allora aveva capito che lui si sarebbe
aspettato fedeltà lo stesso!
Subdola
creatura!
Ma
suo figlio e sua moglie dovevano starne fuori! A tutti i costi! Non importava
che ne sarebbe stato di lui! Ma nessuno doveva azzardarsi a toccare sua moglie e
suo figlio!
La
donna sorrise malevola e tornò ad acquattarsi ai piedi del suo padrone, la
testa sulle sue gambe mentre lui le carezzava i morbidi ricci scuri.
Amava
quell’uomo perché lui era il potere! E lei era sempre stata ambiziosa!
Certo,
amava anche suo marito… ma lui era più un giocattolo, un pupazzo da
controllare e col quale trastullarsi! Ma il potere di quell’uomo che con uno
sguardo poteva ucciderla le dava i brividi lungo la schiena. Stando al suo
fianco viveva al limite, sul filo del rasoio, ed era molto, molto eccitante.
***
Il Ministero.
Tutti
i membri dell’Ordine della Fenice soffrirono nel rientrare in quel palazzo che
conteneva così dolorosi ricordi.
Mia
si avvicinò ad Harry e gli strinse la mano per fargli coraggio.
Astrid
era agitatissima, ma non si sarebbe tirata indietro.
Anche
Dee era preoccupata ma andava avanti stringendo la mano al suo ragazzo.
Dovevano
farcela!
Ron si avvicinò ad Astrid.
-
Tutto
bene?
-
Potrebbe
andare meglio se non rischiassimo di morire tutti… ma non c’è male.
-
Ti
vedo agitata…
-
Strano,
di solito tutte le volte che ho rischiato di morire ero tranquillissima.
Il
ragazzo sorrise, non perdeva la sua ironia pungente in nessuna occasione.
La
ragazza guardò l’orologio e fece un respiro profondo.
-
Scusa..
devo andare.
-
Dove?
Astrid! Astriiiid!!!
L’unica
cosa che poté fare fu guardarla scomparire davanti ai suoi occhi.
***
Astrid era inginocchiata davanti al velo.
Se
aveva commesso qualche errore tutto sarebbe andato perso.
Chiuse
gli occhi e disegnò un pentagramma rovesciato, poi s’inginocchiò al suo
interno e si tagliò entrambi i polsi, facendo cadere le gocce di sangue nella
fialetta che aveva portato con se.
-
Buona
fortuna.- si disse da sola e ingoiò l’intruglio.
Pochi
minuti e cadde a terra priva di sensi.
***
Era tutto così buio..
E
i corpi celesti si riuniranno dal buio
Se
aveva commesso qualche errore ne sarebbe dipeso il destino di tutti!
Cercò
di muoversi, ma il suo corpo era troppo pesante e il sangue continuava a fluire
fuori da lei.
-
Sirius…-
chiamò con voce flebile.
-
Sirius…-
riprovò con più convinzione,
-
SIRIUUUUUUSS!!
-
Chi
mi chiama?
-
Tu
sei Sirius?
-
Tu
chi sei?
-
Non
abbiamo tempo! Harry sta per affrontare la sua ultima battaglia! Devi andare da
lui!
-
Non
posso… io non posso più…
-
Sono
qui per questo! Il mio sangue! Il mio sangue è il tuo! Sono una tua
discendente!
-
Che
stai dicendo?
-
Sono
tua figlia!
-
Non
ho figli!
-
Credimi
Sirius! Non lasciarmi morire per niente…
Quando
ciò che è due tornerà uno
E
i corpi celesti si riuniranno dal buio
Allora
in cielo la saetta brillerà
E
la lunga contesa a una fine giungerà
-
Conosco
questa profezia… me la disse una ragazza…
-
Mia
madre! Te la disse mia madre! Credimi! Ti prego! Ti…- gli occhi si facevano
pesanti, il tempo stava scadendo- Bevi… bevi da me… il sangue che ci unisce
ti darà abbastanza forza per tornare.
-
Questa
è magia nera!
-
Bevi!
Ti prego!- lo supplicò porgendogli i polsi.
***
Erano rimasti tutti sconvolti dalla fuga di Astrid, ma non avevano avuto modo di
seguirla, l’oscuro Signore era venuto a reclamare il sangue di Potter.
Nel
momento stesso in cui cominciò l’eclissi lunare, una forte luce provenne dai
sotterranei.
Sirius
Black salì gli scalini con calcolata lentezza, in braccio aveva una pallida
figura di donna.
-
Astrid!-
la chiamò Draco correndo.
-
Avada
Kedavra!
Sirius
Black aveva colpito la cugina senza con una maledizione senza perdono, una
maledizione mortale, senza esitazione.
La
battaglia tra i due schieramenti andò avanti a lungo.
Draco
impallidì nel trovarsi di fronte il padre… non avrebbe mai potuto ferirlo.
-
Schierati
con noi… sei ancora in tempo…- gli sussurrò una voce all’orecchio.
Non
farlo Draco! Non perderti nell’oscurità come me! Io l’ho fatto per voi…
per te e per tua madre… non vanificare i miei sforzi! Mostrami quanto sei
diventato potente, fammi essere fiero di te ancora una volta…
Il
padre gli aveva parlato direttamente nella mente, senza muovere le labbra.
Una
lacrima scese dagli occhi dell’uomo che guardò in alto tentando di trattenere
le altre.
-
Papà…-
sussurrò il ragazzo piangendo. Dove farlo, lo sapeva! E se doveva morire voleva
essere lui il suo carnefice.. non avrebbe permesso a nessuno di giocare con suo
padre, se anche quello significava macchiarsi di sangue… del suo sangue!
Dee
gli posò una mano sulla spalla.
Sarò
sempre con te… figlio mio…
***
Morto.
Lucius
Malfoy era morto.
Narcissa
Black Malfoy si alzò di colpo facendo cadere la sedia.
Suo
marito era morto… aveva sentito il suo spirito elevarsi fin dove non poteva
raggiungerlo.
Neanche
un ultimo bacio… neanche un’ultima parola… un ultimo abbraccio…
-
Lucius…-
sussurrò incredula- AMORE MIO!
Si
accasciò al suolo mentre la consapevolezza si faceva strada nel suo
cuore e molte lacrime le rigavano il viso senza che lei potesse fermarle.
Era
il suo cuore ad essere fermo.
Per
chi avrebbe battuto d’ora in poi?
***
Astrid
si alzò leggermente, gli occhi rigati dal pianto, e si avvicinò ad Harry. I
due si guardarono negli occhi e si presero per mano.
Era
il momento di mettere fine a quella pazzia e a quel dolore.
-
È
più rosso del sangue…- iniziò Astrid.
-
È
più oscuro del crepuscolo…- continuò Harry.
-
Thunder
Cross!!!!- finirono
Un’enorme
saetta rossa circondata da fulmini neri si abbatté sul Lord Oscuro e di lui non
restò altro che polvere.
Poi
i due ragazzi si accasciarono al suolo.
***
L’odore tipico dell’infermeria solleticò il naso di Harry che si svegliò
in un lenzuolo bianchissimo che odorava di medicinali.
I
membri dell’Ordine erano buttati alla meno peggio un po’ ovunque, e il suo
padrino gli teneva la mano.
-
Sirius…-
lo chiamò a bassa voce e l’uomo aprì gli occhi.
-
Harry!
Merlino! Stai bene?
-
Sì,
sono solo un po’ confuso…
-
Abbiamo
vinto! Avete vinto! Insomma! Lui non esiste più! I suoi fedelissimi sono
scappati un po’ ovunque!- poi sospirò- Temevamo di avervi persi… non vi
svegliavate più.
-
Non
VI?
L’uomo
indicò con il capo l’altro letto su cui Astrid non aveva ancora ripreso
conoscenza.
-
Come
sta?
-
Non
lo sapremo fino a che non si sveglierà…
-
E
tu? Come sei tornato?
-
La
profezia…- rispose Astrid aprendo gli occhi- Lo diceva la profezia…
-
Stai
bene?- domandò Harry preoccupato.
-
Bene
come se mi avesse investito un camion babbano. Ma poteva andare peggio.
-
Cosa
diceva la profezia?
-
Quando
ciò che è due tornerà uno… questo si riferiva all’eclisse, e i corpi
celesti si riuniranno dal buio… bè in questo mi ha aiutato Cassandra, anche
se non lo sa!
-
In
che senso ti ha aiutata?
-
Si
è accorta della congiunzione.. significava che erano due fatti separati.. e i
due corpi celesti eravamo…
-
Tu
e Sirius.
-
Già…
-
Ma
come l’hai scoperto?
-
Hai
una biblioteca interessante, sai?
L’uomo
scosse il capo, poi li guardò
-
E’
il caso che svegliamo tutti… erano così in pensiero…
I
ragazzi annuirono e pochi minuti dopo furono sommersi dagli abbracci di tutti.
Astrid
guardò l’insegnate di Pozioni.
-
Posso
parlarle? In privato?
L’uomo
alzò un sopracciglio e si sedette accanto al letto di lei.
-
Il
braccio?- domandò la ragazza.
-
Il
marchio è scomparso.
-
Bene,
come voleva mia madre.- poi sospirò- Mia madre l’amava molto Severus, ho
trovato dei foglietti in cui si firmava Morgan Mayfair Snape… è una cosa
infantile, ma è segno del suo amore. Non ti ha mai abbandonato… io sono nata
per salvarti… per portare a termine la profezia di mia madre e salvarti. Lei
non amava Black, ma aveva bisogno di avere un figlio da lui… come avrebbe
potuto guardarti sapendo di portare in grembo il figlio di un altro?
L’uomo
scosse il capo.
-
Non
volevo saperlo.
-
Neanche
io. Ma è così. Ora sappiamo entrambi.
L’uomo
scosse il capo di nuovo, poi guardò il ragazzo dai capelli rossi che li
guardava da lontano.
-
Se
non erro hai una promessa da mantenere.
Lei
vide a chi si riferiva ed arrossì.
-
Sei
stata molto brava a controllare quell’incantesimo… ma era magia nera! In
un’altra occasione saresti finita ad Azkaban. Fa più attenzione la prossima
volta.
La
baciò sulla guancia ed uscì.
-
Che
avevi da dirti con Snape?
-
Cose
di famiglia…
-
Dopodomani
è passato.
-
Ogni
promessa è debito…
Si
baciarono con incertezza e dolcezza, era il primo di molti baci.
Cassandra
Lay e Mia Zykla decisero che non era il caso si disturbare.
-
E’
inutile che fai quella faccia Cassy… lo so che Astrid ti piace.
-
Non
dire sciocchezze! È odiosa!
-
Come
vuoi…- disse sibillina, poi corse fuori, infondo essere una veggente non era
poi tanto male se poteva aiutare la gente.
In
pochi giorni sarebbero usciti tutti dal San Mungo e sarebbero tornati a scuola e
poi?
E
poi chissà!
Non
c’era gusto a sapere tutto!!
Fineee
Mamma
mia che fatica ragazziiii!!
Non ci stavo più dentro!!!
62 pagine in tre giorniii!!! >.<!!
Non scriverò più per un meseeee >.<!!!!
Ora
vado a nanna!!
Un bacissimo a Dee, Llada e Miya!
Se non ci foste voi la mia vista sarebbe noiosa ^^!!!