Mina: Ok… lo ammetto… mi sono ubriacata con le caramelle alla Coca Cola…

…hic….

Però questo è frutto della mia fantasia… come dire…

Sei-chan: Malata ¬_¬

Mina: Ecco sì, brav….. COSA?????????? MA COME TI PERMETTI!!!!

Su-kun: Mina-chan.. calmati… tranquilla… hai fatto un ottimo lavoro.

Mina: ^///^///^///^ Come sei caro Su-kun.

Sei-chan:…… UN OTTIMO LAVORO??????????? Lo dici tu perché lei…mhhhhhhh!!!!

Mina tappa la bocca a Seishiro prima che possa svelare fatti contenuti nella storia.

 

Lazo 

-         Tu non capisci! Non puoi capire!- urlo guardando Guy negli occhi. - TU DEVI LASCIARMI STARE! NON HAI ALCUN DIRITTO!

-         Vuoi dire che le mie erano tutte illusioni? Io non ti chiedo di tornare il Riki dei Bison… e nemmeno il mio Riki… ma non puoi essere suo! Non posso permettertelo! Non puoi essere il suo giocattolo per tutta la vita!!!

 

Non puoi capire Guy… è vero.. io sono l’animaletto di Iason… ma non è solo quello…

Non è solo per l’anello dell’ubbidienza che io sono con lui… quell’anello mi serve per mantenere la mai dignità!!! Così come la lotta continua tra me e lui e il rifiuto che dico di provare per Iason…

È tutto una copertura che io mi sono costruito per difendermi… per non arrendermi… ma è da tempo che so che sono il suo animaletto… e la cosa mi fa quasi piacere.

Cazzo!

Non lo so quando è successo!

Non lo so quando ho iniziato ad innamorarmi di lui… ma ora è così e basta!

Guy… non puoi capire… lui non è un Blondie… lui è Iason!

Lui ha fatto molto per me… più di quanto tu possa credere…

Se non sapessi che è un Blondie penserei addirittura che potrebbe essere innamorato di me… ma non è possibile… io sono un animaletto del ghetto… ma ciò che faccio con lui non mi provoca solo dolore e rabbia… no… a me piace… ma non l’ho mai ammesso nemmeno con me stesso per salvare la mia dignità!

E lui… ogni sera… ogni notte mi ha preso con la forza… ed io mi illudevo che lui mi stesse violando… mentre altro non volevo che essere preso da lui…

Questo anello è il simbolo della mia schiavitù… ma è solo quello! Un simbolo che lascia integro il mio orgoglio… che mi fa dire ogni volta che mi guardo allo specchio “Io non ho ceduto… io sono un prigioniero… io non amo il mio carnefice…” Mentre non è affatto così!

-         C’è un solo modo di liberarti… toglierti quell’anello…

L’anello? Ma significherebbe rinunciare anche alla mia virilità!

Sono disposto a perdere tutto per questo falso orgoglio? Per quest’uomo che si proclama mio amico ma non riesce a vedere al di là del suo naso?

Se avessi voluto la libertà avrei dovuto lasciare Tanagura… ma non l’ho fatto… ho sempre atteso che lui tornasse a riprendermi.. perché nonostante ciò che dico… io non posso stare senza di lui…

-         Guy…

-         Non poi essere il suo giocattolo per tutta la vita… NON DEVII!! Riki!!- Guy mi abbraccia con forza…

Non devo… perché?

Non ho deciso io di amarlo… è successo senza che me ne accorgessi…

Perché dovrei rinunciare alla mia virilità? Solo per non infrangere le illusioni del mio ex?

 

***

Guy si china su di me, crede che io stia ancora dormendo.

Mi accarezza la fronte e mi bacia delicatamente.

Io apro gli occhi appena sono certo che sia uscito e chiamo Catsu… la testa mi gira e sono intontito…

Fai presto Catsu… temo che Guy farà qualche sciocchezza!

 

Catsu arriva in breve tempo.

-         Chi ha organizzato tutto questo?- mi domanda -Guy?

Io non ho la forza di rispondere…

-         Com… come sta Iason…

-         Mi chiedi come sta? Torniamo e lo vedrai da te…

-         Io… non posso tornare…

-         Che stai dicendo, Riki?!

-         Io… io sono come te ora… non sono più un uomo…

Vedo la sigaretta cadergli di bocca un attimo prima che rovesci il tavolo di fronte a lui.

- Maledetto! Ma che cosa credeva d fare!- mi osserva per un attimo - Ce la fai a camminare?

- Ci proverò.

 

***


Questa faccenda la devo sistemare da solo… lo devo ad entrambi…

Catsu mi accompagna con la macchina e poi lascia che vada da solo come gli ho chiesto…

Le gambe non mi ubbidiscono… bastano pochi passi a stancarmi…

Cado a terra più volte…

Guy… Iason… devo raggiungerli!

Un’esplosione mi fa cadere a terra per l’ennesima volta.

Guy.. che cazzo stai facendo?!

 

Finalmente arrivo alla porta.

- Guy! Guy! Che stai facendo!- urlo mentre batto i pugni sulla porta.

- Vattene Riki!- urla lui in risposta.

- Guy! Apri! Per favore! Guy!

Sento rumore di cose buttate a terra e poi le forti braccia di Iason mi stringono con delicatezza.

- Riki…- sussurra appena.

Com’ è strano il mio nome sussurrato da lui…

- Guy…?- lo chiamo leggermente.

Il mio sguardo si sposta all’interno.

Guy è a terra, il braccio sinistro è stato spezzato e lui sta vomitando sangue.

- Guy! Hai detto che non gli avresti fatto niente!- urlo guardando Iason.

- Lui… se l’è meritato!- esclama mostrandomi il mio anello dell’obbedienza.

-         Guy… dobbiamo aiutarlo!

-         Gli vuoi così bene? Anche dopo che lui te l’ha tagliato?!

-         È colpa nostra se lui è ridotto così.. siamo stati noi a fargli questo! Guy!- entro nella stanza e metto il suo capo sulle mie ginocchia.

-         Non devi più… essere suo… Riki…-sussurra un attimo prima di morire.

-         Guy?…- il silenzio è rotto solo dalle detonazioni

-         Guy?-chiamo ancora.

-         GUYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYYY!!!-

Iason mi afferra per le spalle…

-         Dobbiamo andarcene da qui.-

-         Guy! Guy! Guy!- non riesco a far altro che restare inginocchiato a terra sussurrando il suo nome come una litania.

Rimarrei lì a morire se Iason non mi colpisse allo stomaco facendomi perdere i sensi.

-         Guy…

 

***

Quando mi risveglio sono in un letto dalle lenzuola di seta.

-         Apatia…- mormoro.. sono di nuovo nel condominio Apatia, negli appartamenti di Iason.

-         Era ora che ti svegliassi.- Mi dice Iason voltandomi le spalle.

Quando si volta noto delle escoriazioni sul suo volto e sulle sue braccia.

-         Iason… ma che…

-         Prendi la medicina che è sul tavolo e non fare domande inutili.

-         No! Io voglio sapere!

-         Non fare il bambino! Sei il mio animaletto… perciò devi fare tutto ciò che ti dico… ricordatelo sempre!

 

Mi tira indietro la testa con forza e mi fa bere un intruglio dal sapore orrendo e poco dopo ricado nel sonno.

Vorrei chiedergli perché mi ha portato con se… nei suoi appartamenti… ora che non sono più… ma un sonno denso mi avvolge prima che possa domandare.

 

Quando mi risveglio la seconda volta sono solo.

Posso vedere la luce dei palazzi filtrare attraverso l’enorme vetrata.

Provo ad alzarmi ma mi rendo conto che il mio polso destro è legato ad una catena.

Già… ora che non ho più l’anello dell’obbedienza come essere sicuri che non fugga?

-         Esattamente… hai già dato fin troppi problemi animaletto.

Mi volto di scatto e il mio sguardo incontra lo sguardo di ghiaccio e i lunghi capelli biondi di Raul.

-         Iason… dov’è?

-         Ora ti preoccupi per lui? Dopo tutti i problemi che gli hai dato?

-         Ti prego… dimmi dov’è…

-         Sta parlando con Jupiter… temo che questa volta sarò costretto a revisionargli il cervello… e dire che l’avevo avvertito dei pericoli che correva… e più di una volta…

-         Che pericoli? Cosa intendi? Raul!

-         Non chiamarmi per nome animaletto impuro! Comunque non è affar tuo…

-         Raul!! Raul!! Aspetta! Raul!- lui se n’è già andato, ma io continuo ad agitarmi cercando di liberarmi dalle catene, ma tutto ciò che  ottengo è ferirmi il polso sempre più in profondità… le gocce di sangue percorrono metà della catena, poi cadono morbidamente sulle lenzuola linde.

-         Iason! Iason! Iason!- dove sei Iason… che è successo dopo che mi hai fatto perdere i sensi? Perché mi hai riportato qui nonostante sapessi che non sono più un uomo? Perché mi hai salvato dal quell’inferno? Perché non sei qui Iason? È tardi… dove sei…Iason…!

-         Iason… dove sei.

-         Sono qui, Riki.

Alzo il capo di scatto e tento di lanciarmi verso di lui, ma la catena scivola nella pelle ferita fino ad arrivare all’osso.

-         Guarda cos’hai fatto… hai rovinato il tuo braccio e le lenzuola…

-         Iason… ero così preoccupato… è passato Raul prima…

-         Lo so… l’ho incontrato

-         Iason… che è successo? Perché sono qui? Come ti sei ferito?

-         Non è importante… ora devo farti medicare il polso… non preoccuparti… presto avrai un nuovo anello dell’obbedienza.

-         Ma…- mormoro chinando il capo verso il lenzuolo che copre la mia virilità recisa.

Lui mi libera il polso e lo avvolge in un tessuto bianco.

-         Perché fai questo… perché tutto questo… per me?

-         Sei il mio animaletto… è normale che mi occupi di te.-Sussurra - E poi stasera dovrai fare il bravo animaletto…-

le sue dita mi accarezzano sapienti i capezzoli, per poi scendere lungo il mio torace e il mio ventre mentre le sue labbra ricoprono il mio volto di piccoli baci.

Io lotto comunque per quanto mi sia concesso… ma lui è subito sopra di me e m’impedisce i movimenti.

-         Iason… non…

Lui mi fa segno di tacere posando le dita sul suo volto, poi le avvicina alla mia bocca ed io le succhio senza pensarci, giocando con esse e accarezzandole con le lingua.

Lui massaggia prima lo sfintere, poi introduce un dito sempre massaggiando delicatamente e penetrando inesorabilmente nella mia carne.

È così freddo il suo dito o sono io ad essere bollente?

Il suo dito è completamente dentro di me e già questa piccola intrusione mi infastidisce…

Inserisce un altro dito forzando la carne e la mia muscolatura.

Istintivamente contraggo i muscoli per arrestare quell’intrusione, ma ormai le dita sono dentro e non posso fermarne l’invasione, solo sentire maggiormente il contatto che mi da brividi di piacere lungo la schiena.

-         Rilassati…- mi sussurra -Fai il bravo animaletto…-

Le sue mani vagano sul mio corpo con sapienza, ogni punto in cui mi sfiora viene scosso da sottili brividi di piacere.

Mi è mancato… mi sono mancate le sue mani gelide, le sue labbra morbide ma soprattutto mi è mancata al sua voce così calda, che s’insinua nelle mie orecchie e mi avvolge come in un bozzolo.

Mi mordo una mano nel tentativo di soffocare i gemiti di piacere che mi sta provocando, mentre con la lingua lubrifica il mio roseo anello.

Ora sono schiacciato contro la testata del letto, mentre la sua lingua curiosa s’infila dentro e fuori di me con calcolata lentezza.

Sono ormai pronto ad accoglierlo.

Iason si alza leggermente e i nostri sguardi s’incontrano.

So di essere rosso e sudato dal piacere che mi sta dando, ma ancora mi ostino a trattenere i gemiti.

Con fermezza mi toglie la mano dalla bocca, in modo che non possa più soffocare i miei sospiri di piacere, poi mi penetra con un colpo solo.

Io stringo con forza le mani sulle sue spalle, penetrandogli leggermente la carne con le unghie, irrigidito dal dolore improvviso.

Quando inizia a muoversi dentro e fuori di me, il fuoco in me divampa come un potente incendio, sento il sangue scorrermi con violenza, mentre il mio battito accelera fino all’invero simile.

In questo dondolio continuo il piacere m’invade in calde ondate sempre più profonde.

Vorrei parlargli, dirgli di smetterla… no… non è vero… vorrei solo dirgli che l’amo e che sono suo… non solo come animaletto… ma anche come cuore.

Sento i miei muscoli irrigidirsi prima che raggiunga l’estasi e mi abbandoni sul letto cercando, dolorosamente, di calmare il respiro.

Lui continua il suo movimento, ma le contrazioni involontarie del mio corpo hanno portato al limite anche lui e dopo poco riversa nel mio corpo tutto il suo succo.

Io ho gli occhi chiusi, ho paura di guardarlo. Ho paura di scoprire che non sono altro che un oggetto per le sue pulsioni sessuali represse… ma spero non sia così.

Lo so, è stupido… ma io lo amo.

Io COSA???????????

Mi drizzo a sedere di scatto e due occhi di ghiaccio mi scrutano con un misto di stupore e sospetto.

-         Che c’è?- mi domanda il mio Blondie sollevando un sopracciglio.

Scuoto il capo in silenzio e mi risdraio.

Lui gioca coi miei capelli per qualche minuto, poi si rialza, ancora nudo, e và a farsi una doccia.

Un fumo bianco esce dal bagno, intiepidendo tutto l’ambiente… sta facendo una doccia bollente evidentemente.

Mi alzo anche io e recupero i miei vestiti e la mia dignità.

Dignità… ma ne ho ancora?

Due mani grosse e calde mi abbracciano da dietro e dei capelli biondi mi cadono mollemente sulla giacca mentre Iason posa il suo viso sulla mia spalla.

-         Sei strano…

-         Sono solo un animaletto.

-         Questo lo so. Non vorrei che il trauma di ciò che è successo ti avesse lasciato segni indelebili.

-         Con le cure che si possono avere qui a Tanagura non ti devi preoccupare, tra poco ogni cicatrice sarà solo un ricordo

-         Sai bene che non mi riferivo a quello…- mormora rialzandosi e lasciandosi cadere si dosso l’accappatoio blu cobalto.

Lo guardo incuriosito mentre si riveste.

-         Devo andare… ho delle cose da sistemare.

Io annuisco e gli porgo il polso.

-         No… non ti metterò la catena ora…

Un brivido mi attraversa la schiena mentre lui mi costringe a sdraiarmi sul letto e tira fuori due nastri di seta.

-         Questi non ti feriranno. Non ti preoccupare, non si scioglieranno tanto facilmente… ma se anche riuscissi a scioglierli non potresti comunque uscire da qui.

Io mi limito ad osservarlo.

-         Non preoccuparti.. starò via poco… anche perché pensarti legato così mi fa venire delle idee…

Sorridendo sadicamente esce dalla stanza.

 

***

Non so quanto tempo passi prima che la porta si apra nuovamente e Raul faccia di nuovo capolino nella stanza.

-         Ma bene.. vedo che finalmente Iason inizia a capire come si usano gli animaletti…

-         Che cosa vuoi Raul?

-         Iason

-         Non è qui

-         Non hai capito cosa intendo, ingenuo.

-         Se lui non ti vuole non lo avrai… invece se fossi tu il suo animaletto…- solo quando lo vedo scattare e sento il bruciore sulla mia pelle noto che Raul ha con sé un piccolo frustino.

-         Stai zitto! Feccia! Non hai il diritto di parlarmi così! Io non sono certo al tuo livello!

-         Per fortuna!- un altro colpo, questa volta sul petto.

-         Smettila di essere così arrogante Riki. Tutto ciò che voglio è la salvezza di Iason e se tu gli sei riconoscente almeno un minimo, dovresti capire da solo che la soluzione giusta è andarsene da Tanagura!

-         Non posso andarmene. Lui mi troverebbe… ovunque… com’è appena successo.

-         E allora pensa a qualcosa! Per Iason…

Mi si avvicina e mi libera le braccia.

-         Pensa a qualcosa…- sussurra prima di voltarsi e andarsene.

E così Iason è nei guai per colpa mia… di nuovo.

Se gli sono riconoscente?

Per cosa?

Per avermi strappato alla mia strada e ai miei amici?

Per avermi dato una casa calda che è una prigione dorata?

Per avermi usato come trastullo?

Per avermi fatto venire tutti questi sensi di colpa?

Per avermi fatto… innamorare?

Sono un pericolo per Iason… ma se me ne andassi mi cercherebbe fino in capo al mondo.

Raul dovrebbe davvero risistemargli il cervello… Jupiter gradirebbe e Iason finalmente sarebbe libero da obblighi e maldicenze.

Se io non ci fossi…

Se non…

Appoggiò il capo alla finestra.

Fuori ha iniziato a piovere e il freddo del contatto mi distrae dal lungo corso dei miei pensieri.

Iason ha rischiato tutto per me… anche la vita.

È solo perché sono il suo animaletto!

Se una cosa sua viene danneggiata lo prende come un’offesa personale, nulla di più.

È per quello che non vuole separarsi da me.

È così…

Deve essere così!

Sospiro.

È un circolo vizioso.

Non troverò mai una soluzione.

Picchio con forza i pugni sul vetro.

Forte, più forte, più forte ancora.

Il vetro va in frantumi e poi si ricompone.

È l’ennesimo modo per non farmi fuggire.

Ma io fuggirò lo stesso!

Non lo vedrò mai più!

Non lo vedrò… mai… più…

Raccolgo un pezzo di vetro abbastanza affilato da terra e vado a sdraiarmi sul letto, quello stesso letto che ha visto me e Iason stringerci l’uno all’altro.

Ma era tutto un gioco.

Il dolore è come una scossa mentre il vetro incide la mia candida pelle bianca.

Il taglio che mi procuro sull’altra mano è più incerto, non sono mica ambidestro.

Chiudo gli occhi e mi concentro sui bei momenti che ho passato con lui e per l’ennesima volta non so dove finisca il confine del gioco padrone-animaletto e dove invece comincino i gesti più delicati…

 

-         Riki!

È un urlo che mi risveglia da questo mio stato di trance.

-         Riki! Cosa hai fatto?- domanda esasperato e preoccupato, cercando di tamponare il sangue che fuoriesce con lentezza dalle mie ferite.

-         Sto scappando Iason… posso ancora scappare.

-         Tu sei mio!

-         Lo so… lo sono con tutto me stesso… ma qui… così… avrei potuto essere sempre e solo un animaletto…- inspiro profondamente- Ti amo Iason, non voglio esserti di peso.

-         Ti amo anch’io Riki..- mi sussurra sulle labbra- ma sono anch’io uno schiavo… Jupiter…

-         Ti sei già opposto troppe volte per me…- gli accarezzo i capelli biondi che si tingono del rosso del mio sangue- addio Iason. Ti amo…

Mi stringe con dolcezza ed amore.

Il mio è un gesto folle, lo so, ma questa catena era diventata troppo dolorosa per entrambi: più io cercavo di liberarmi dalla mia, più lui dove lottare con la sua.

Spero ci sia davvero un luogo in cui non dovremo più sottostare a legami che non vogliamo.

Ti amo…

 

 

 

 

 

 

 

 

***

-         Si è svegliato! Riki, tesoro… Guy! Corri a chiamare il dottore! Riki si è svegliato!

Sono in un letto bianco, in una stanza bianca… tutto questo bianco mi ferisce gli occhi…

-         Ben svegliato Riki. Tua madre e tuo fratello erano molto preoccupati.- poi si rivolge ai due- Potreste uscire per favore? Devo visitarlo.

-         Ia.. Iason?

-         Certo dormiglione! Chi credevi che fossi?

-         Ma cosa…

-         Attento… niente movimenti bruschi. Cosa ti ricordi?

-         Io non.. non lo so..

-         Va bene, ti riepilogo brevemente, hai avuto un incidente d’auto e sei rimasto in coma per quasi due settimane.

-         In coma? Ma.. Tanagura… Apatia..

-         Credo che tu abbia sognato Riki. Capita di frequente in questi casi*. Il corpo non si muove ma il cervello crea una sorta di “dimensione parallela” e continua a lavorare.

-         Iason noi… noi ci conosciamo?

-         E così hai perso al memoria, eh? Ma non ti preoccupare… ti aiuterò a ritrovarla… e poi vederti in pigiama senza nulla sotto mi sta già facendo venire delle idee.

Lo sguardo furbo e divertito è quello del mio Iason!

Mi alzo in piedi barcollando e lui mi afferra prima che possa cadere.

-         Ti amo Iason

-         Allora questo te lo ricordi…- mi sussurra accarezzandomi i capelli con dolcezza- Ti amo anche io.

 

Fine

 

Note

*= mia purissima invenzione ^^”

Spero vi sia piaciuta!

Ero indecisa tra il finale tragico e quello a lieto fine… e così li ho usati entrambi =P!
Io li amo questi pg *_*!