![]()
TITOLO:
Strange Christmas
AUTORE: ****Minako****
PARTE: one shot
SERIE: Original
PAIRING: EgidioXGiulio, DemetrioXGiulio, DemetrioXAmilcare, FerdinandoXGiulio
POV: Giulio
RAITING: X, PWP, Angst
DISCLAIMER: I personaggi sono
liberamente ispirati.. però mi appartengono!!! Perciò giù le zampe =P!!!
Per i nomi.. bè.. mi sono impegnata tanto per farli assurdi ma realistici =P!!!
Strange Christmas
Sono un’idiota…
Ancora una volta ti ho ferito… e lo so benissimo.
Come posso giustificarmi con me stesso?
Ho ferito te… la persona che più amo al mondo.
Come ho potuto?
E non è nemmeno la prima volta…
È nato tutto da un gioco… da uno scherzo nel quale serpeggiava la mia preoccupazione per te… e all’improvviso mi è sfuggito di mano.
Ne valeva al pena?
Non lo so.
Ora lavoro al pc, ma il mio sguardo corre veloce al cellulare… aspetto un tuo sms.. un tuo squillo… ma so che non ci sarà.
Ogni trillo mi fa sobbalzare… ma non è mai quello che aspetto.. non è mai il tuo..
C’è quasi del comico in tutto questo se pensiamo che tra noi due il sensibile sono io… tu sei il mio cavaliere senza macchia e senza paura, pronto a difendermi a costo della vita.
Ti amo per questo.
Ma non solo per questo.
Amo il tuo modo di fare sia con me sia con gli altri…
Amo sentire la tua voce al telefono…
Amo saperti e sentirti mio…
È per questo che spesso ti aggredisco…
Sono geloso.
Troppo.
Possessivo.
Eppure vivo nell’angoscia.
Ho il terrore di perderti… e di perderti per colpa mia.
Tu sai sempre quando venirmi in contro ed aiutarmi.. sai sempre come salvarmi o uccidermi.
A te la scelta.
Le tue parole possono essere dolci carezze o sferzate dolorose.. per non parlare delle vere e proprie pugnalate…
Ma tu sai colpire… sai come e quando… e con che forza.
Io no.
Spesso il gioco mi sfugge di mano…
Sono un leoncino che gioca alla lotta…
Sono ancora inesperto.
Capita che colpisca con troppa foga e ti ferisca.. ma tutto questo per me fa parte dell’ottica del gioco… niente di più e niente di meno.
E oggi ti ho ferito.
Sì, anche oggi.
Guardo fuori dalla finestra dove il sole splende luminoso.
“Quest’anno niente neve” sospiro, e m concentro di nuovo sul mio lavoro.
- Giulio! Alzati da quella scrivania! Muoviti! Andiamo a bere qualcosa!
- Egidio… no… non mi va…
- Ma da domani è vacanza! Dai! Puoi pure uscire un po’ prima!
- Non mi va, davvero.
Mi volto e chiudo la cartella del computer.
- Pensi ancora a lui?
Annuisco in silenzio.
- Dovresti distrarti… quella storia non ti porterà a niente…
- Lo so… ma…
- Niente ma… alzati e andiamo.
- Ho detto di no! Basta!- esclamo, liberandomi il braccio con uno strattone.
- Il signorino ha detto no! Guarda che non siamo tutti qua ad aspettar ei tuoi comodi!
- Lasciami Egidio! Mi fai male! Lasciami!
Egidio mi afferra un polso e me lo gira dietro la schiena.
- Sei un dolcetto prelibato caro Giulio! Non sai quante volte ho sperato di essere al suo posto solo per averti…
- Smettila… smettila Egidio!
- No… sei tu che devi smetterla! Soffri tu e soffre lui! Non è la giusta relazione per voi! Capiscilo Giulio!
- Va bene, va bene… ma ora lasciami!
- Pensa Giulio… siamo rimasti solo noi in tutto l’ufficio… solo noi…
Il terrore si fa largo nei miei occhi.
- BASTA! Lo scherzo è bello quando dura poco!
- Ma io non sto scherzando!
Mi afferra i polsi e me li lega dietro la schiena con la sua cravatta, mentre la mia mi finisce in bocca per soffocare le grida.
“Lasciami! Lasciami!” vorrei urlare… ma dalla mi bocca escono solo mugolii.
- Sei un masochista mio caro a stare con quello lì… e oggi scopriremo se lo sei anche per il resto..
No! Non voglio!
Poi all’improvviso capisco.
Questa è la mia punizione… per essere sempre ossessivo ed invadente…
Insomma… per voler troppo bene al mio amore…
La gelida lama del mio taglia carte mi scorre sulla guancia e poi scende sul collo fino ad infilarsi nella camicia e scivolare fino a far saltare i bottoni della camicia.
Basta… basta…
“No.. questo non è niente rispetto a ciò che hai fatto… Tu l’ hai costretto a chiederti scusa più di una volta… nascondendo la tua cattiveria dietro la maschera di apparenza che ti sei fatto. Paga… paga per lui.”
Volto il capo per vedere il mio stesso volto riflesso nello schermo azzurrino del pc.
“Sì… io… o meglio… tu…” mi risponde il riflesso con un ghigno.
Le lacrime iniziano a fluire come un fiume in piena.
“L’ hai fatto soffrire… tanto… l’ hai umiliato…”
Chino il capo.
“Sì.. è così… godevi nel tuo potere su di lui ed ora qualcuno gode del suo potere su di te!”
Egilio gioca coi miei capezzoli ora stringendoli con forza ora tirandoli.
“Te lo meriti… e ti meriteresti di peggio… meriteresti tutto il male del mondo!”
No… io non volevo!
Non ho mai voluto fargli del male!
“Non dire che non volevi fargli del male o avresti trovato un altro modo! Avresti saputo evitarlo! Invece niente… l’ hai solo fatto soffrire…”
Ma io scherzavo!
Giocavo!
Non volevo!
“Non dire che non volevi o che non te ne accorgevi… perché l’ hai sempre saputo che era così… che non facevi altro che fargli del male! SEMPRE l’ hai saputo! SEMPRE!!!”
No… non a lui…
Volevo la luna e le stelle solo per poterle regalare a lui… per illuminare i suoi occhi… far brillare i suoi vestiti!
- Tu pensi troppo…
Guardo Egidio con gli occhi velati di lacrime.
È lui che ha parlato questa volta.
- Tu pensi troppo… per questo non andrai da nessuna parte e continuerai a soffrire… - mi afferra la testa- Lo faccio per te non capisci? Perché il dolore ti fa smettere di pensare… Voglio renderti pazzo di dolore!
Così dicendo mi graffia intorno all’areola lasciando fuoriuscire mille piccole gocce color rubino.
Il lampo di dolore mi arriva dritto ai certi nervosi facendomi sobbalzare per un istante, poi si dissolve lentamente diventando un bruciore indistinto.
Egidio mi strappa i pantaloni di dosso e accarezza il mi membro immobile.
- Non ti piace forse? Bene! Perché non deve piacerti! È una punizione!
Il mio riflesso… è davvero il mio?
Sono davvero così… dentro?
NO! NON E’ VERO!
Tutto questo è un incubo! Un frutto della mia immaginazione!
Aiuto.. qualcuno mi aiuti…
“Nessuno può salvarti da te stesso, caro il mio Giulio.”
Smettila! Stupido riflesso! Tu non sai niente! u non sei niente!
Cerco disperatamente di divincolarmi dalla presa di Egidio, mentre nella mia testa risuona la voce divertita del mio amore.
“Sei deboluccio, né?”
io non… no.. AHHH!!!
La lama è scesa a tagliarmi i pantaloni lasciandomi striature che presto si tingono di un rosso rubino.
Ora Egidio è inginocchiato di fronte e me, sembra quasi adorarmi dietro i suoi occhiali scuri.
- La conosci la storia della dea celeste?
Non rispondo.
- Un uomo le rubò la veste e la costrinse a restare sulla terra per sposarlo. È questo che io voglio fare con te, angelo triste, ti prenderò l’anima e ti costringerò ad essere mio!
È pazzo! È tutto pazzo!
- Avrò la tua anima, Giulio, che tu lo voglia o no!
Si alza di scatto e costringe me in ginocchio.
- Sembri un angelo… un angelo triste che sta per essere sacrificato…
Mi toglie gli occhiali e li appoggia sulla scrivania, poi mi accarezza il volto.
Ho paura! Ho una paura dannata!
Lasciami stare… lasciami ti prego…
Il sangue continua a defluire lentamente dalle ferite.
Lui prende due clips e le attacca ai miei capezzoli.
Io non riesco a trattenere un grido quando iniziano a scendere gocce di un rosso scurissimo.
- Dolore… umiliazione… punizione.. tutto questo porta all’espiazione, non lo sai, angelo triste?
Mi sferra un potente calcio nelle costole ed io sbatto violentemente il capo contro la scrivania.
Per un istante è tutto rosso… poi più niente.
***
Quando riapro gli occhi sono completamente nudo e legato ad una sedia.
Non vedo Egidio… ma in realtà senza occhiali vedo poco o niente… qualcosa di rosso continua a scorrermi sulla faccia.
Una goccia si avvicina alle mie labbra e l’assaggio.
Sangue… devo essermi spaccato la testa…
- Ben svegliato angelo…
Non mi volto neanche ma mi limito a chinare il capo.
Vorrei coprirmi con qualcosa ma non posso.
Lui mi si avvicina sorridente, poi appoggia dei cubetti gelidi sulla mia virilità, facendomi urlare dal dolore.
- Ma allora sei proprio un angelo disobbediente! Ed io che ti avevo tolto il bavaglio…
Non me ne ero neanche reso conto.
Lo vedo prendere qualcosa che somiglia ad una maschera di pelle nera con una pallina rossa al centro, poi me la mette.
- Questa è per farti stare zitto.. l’avevo presa da un sacco di tempo per un’occasione simili..
Sento il lubrificante colare tra i miei glutei e poi il pene di Egidio sfiorarmi.
- Non ne posso più di te… sempre a parlare di lui! Sei insopportabile! Io voglio torturarti fino a farti impazzire… fino a sentirti supplicare il mio nome… SOLO il MIO nome!!!
Basta… basta ti prego…
Ignorando le mie suppliche lui si fa largo dentro di me ed io sento un bruciore fortissimo penetrarmi dentro la carne.non ho nemmeno la forza per cercare di liberarmi in qualche modo… lottare per la mia dignità.. io.. io…
Mi sembra incredibile…
Nonostante il dolore il mio pene si erge dritto e duro.
- A quanto pare è una punizione piacevole per te…
No!!! Lasciami!!! Lasciami!!!
La porta dell’ufficio si apre all’improvviso e Demetrio entra guardandoci stranito.
Per me è troppo… i mie nervi, già scossi, cedono del tutto, ed io inizio a ridere e a urlare sguaiatamente mentre Demetrio mi toglie la maschera ed Egidio si ricopre alla meno peggio.
Demetrio ci osserva per un po’ con una punta di sadismo, dopo di che prende tra le mani la mia virilità ancora turgida e con un paio di dolorosi colpi mi fa venire nella sua mano, per poi leccarsi lascivamente le dita.
Ormai non capisco più nulla.
Le risate si fanno più ravvicinate e meno intense, i respiri sempre più rari e superficiali…
La porta si apre una seconda volta… e allora vorrei morire.
Ferdinando, il mio ragazzo, ci guarda tutti e tre con gli occhi sbarrati.
L’isterismo aumenta tanto che non riesco più a respirare.
Lui afferra per un braccio Demetrio e gli lancia un’occhiata carica di rabbia, poi dopo aver lanciato un’occhiata inceneritrice anche ad Egidio, s’inginocchia vicino a me e mi abbraccia dicendomi di respirare.
Lo so che dovrei.. ma non riesco…
Lui mi libera e poi si allontana un po’ prendendo Demetrio per un braccio e sibilandogli in faccia qualcosa, mentre io mi nascondo nel vano della scrivania per riprendere fiato non visto.
Quando mi decido a gattonare fuori dal mio antro c’è solo lui nell’ufficio.
- Scu.. scusa.. io non…- non riesco a parlare e ho un’altra crisi isterica mentre lui mi prende in braccio coprendomi alla meno peggio con la sua giacca e mi porta a casa sua nella vasca da bagno.
Io tremo di paura e tensione mentre lui non dice niente.
Non appena mi deposita nell’acqua calda il dolore per le ferite esplode nel mio cervello
Tento disperatamente di uscire, ma lui mi trattiene con le mani saldamente appoggiate sulle mie spalle.
Mi arrendo alla sua volontà e mi abbandono nell’acqua bollente che presto si tinge del colore rosso del mio sangue.
Quando mi risveglio sono nel suo letto, le lenzuola profumano di lui, come tutto nella casa.
Mi metto a sedere e noto che mi ha medicato le ferite.
Perché l’ ha fatto?
Sono solo un peso per lui! E ora… ora non sono nemmeno degno di guardarlo.. ho goduto con i nostri colleghi…
Mi assale un silenzioso attacco di pianto.
Come ho potuto?
Come?
Non so darmi risposta!
Mi alzo zoppicando e vado allo specchio. Mi sembro l’ombra di me stesso.
Chino il capo sconfitto ed è il capo di lui a posarsi sulla mia spalla.
- Torna a letto. - mi sussurra.
- Non mi va.
- Come vuoi- si alza e si gira. Se vuoi ho fatto un po’ di caffè.
- Sono già abbastanza agitato.
Appena lui lascia la stanza mi mordo la lingua a sangue.
Perché diavolo ho risposto così????????????????????????
Afferro in fretta i miei vestiti che strusciano dolorosamente contro le mie ferite.
- Senti.. io.. vado a prendere un po’ d’aria…
Esco senza dargli il tempo di rispondere e corro in strada.
Le auto passano veloci ed io sento il suo sguardo fisso su di me mentre attraverso senza guardare e corro lontano da casa sua… lontano da lui.
***
E’ quasi mezz’ora che rigiro tra le mani il menù della caffetteria.
- indeciso? Ti consiglio una crostata! Qui le fanno buonissime!
- Demetrio? Amilcare?
- Ero preoccupato, sai? Né tu né Ferdinando siete venuti in ufficio dopo la pausa pranzo. Stasera c’è la cena di Natale.. non mancherete, vero Giulio?
- Non lo so Amilcare- rispondo senza il coraggio di alzare lo sguardo.
Ma come fa Demetrio a guardarmi con tutta quella tranquillità??? Per di più mentre stringe a sé il suo ragazzo!
- Giulio? Sei sicuro di star bene? Sei pallido.. forse hai la febbre…
Fa per toccarmi la fronte ma io mi scosto.
- Sto bene.. ora devo andare…- mi alzo all’improvviso ed esco, ma Amilcare mi afferra per un braccio.
- Giulio… è successo qualcosa?
Chino e il capo e lo scuoto leggermente.
- Con Ferdinando forse?
Gli lancio uno sguardo gelido e scappo.
Quando sento una mano afferrarmi e interrompere la mia corsa mi sale il cuore in gola.
- Ferd…
- Si può sapere che stai facendo?
- Io..
- Se vuoi lottare io sono qui… ma se vuoi abbandonarti alla depressione io me ne chiamo fuori. Life is too short.
Come puoi dirmi così dopo tutto ciò che c’è stato tra noi?
- Amilcare ci ha ricordato che stasera c’è la cena dell’ufficio. Bisogna essere lì per le 7.30. vado a casa a sistemarmi, a dopo.
Mi dirigo verso casa mai senza nemmeno pensarci.
Apro la porta di legno ed entro in camera mia.
Io sono solo.
Lui non è con me.
Lui non è mia stato con me!
“Sei uno stupido… lui c’è sempre stato…”
Non è vero!
“Quando vagavi da solo… nonostante tutto lui era con te.”
No! Non voglio ascoltarti! Io sono solo! SOLO!
“Ricordi quando lui aveva un altro… ma era sempre al tuo fianco per sostenerti?”
- NON VOGLIO ASCOLTARE!!!
Lo specchio si frantuma per il mio pugno, mentre gocce di sangue si uniscono alle mie lacrime.
“Vuoi piangere Giulio? Per cosa? Tu non sei degno di lui… non lo sei mai stato… ma lui è sempre stato al tuo fianco”
Lasciami in pace, supplico il mio riflesso che si è moltiplicato e mi guarda severo.
Il mio sangue cola sul vetro scheggiato.
Solo un taglio…
Solo una piccola incisione…
… e sarà tutto finito…
il rumore della porta che si apre mi fa sobbalzare.
- Sapevo di non trovarti pronto… su, muoviti o facciamo tardi.
- Che è successo?- gli domando.
- Ho incontrato Demetrio e gli ho ribadito che tu sei il MIO ragazzo.
- È successo qualcosa? Avete litigato?
- Muoviti o facciamo tardi!
- No! Spiegami!
- Andiamo! Vestiti e basta! Non è successo niente!
- Perché fai così? Lo sai che mi fai preoccupare di più!
- Vestiti.
- Perché fai così? Solo per il gusto di farmi preoccupare?
Silenzio.
La tensione è palpabile.
Perché l’ ho detto?
Non lo penso affatto!
Come ha fatto uscire dalla mai bocca una cosa del genere?
- Vestiti, ti aspetto fuori.
Indosso velocemente camicia giacca e pantaloni e mi precipito da lui.
Voglio scusarmi! Chiarire!
Ma non so da dove cominciare…
Chino il capo e salgo in auto con lui.
Dieci minuti e siamo di nuovo in ufficio.
- Pensavo non venissi. - mi sibila Demetrio all’orecchio, poi mi conduce per mano allontanandomi dal mio amore.
- Mi ha minacciato, sai? Tiene molto a te.
Mi conduce in una stanza buia poco distante.
- Ma lui cos’è per te? Hai goduto con altri uomini… non ti vergogni?
- Io lo amo!
- Me il tuo corpo non è degno i lui!
- Anche lui mi ama!
- Sicuro.. una femminuccia come te? Non ho mai capito cosa ci trovi in te.. forse scopi bene!
E così dicendo mi bacia le labbra, le guance e mi mordicchia il pomo d’Adamo.
- Ba.. basta Demetrio… tu hai.. A… A..ah..ah..ah…
- Amilcare? Lo so. Ma godo nel far soffrire il tuo lui… e tu sei l’unico modo semplice per farlo.
- Ti prego Demetrio..
- No Giulio… tu sei l’unico modo per vendicarmi di Ferdinando…
- Perché?
- Perché lui ha avuto Amilcare.. prima di me!
- Non è vero! Me.. me lo avrebbe detto!
- Invece è così!
Libera la mia virilità e la mette a contatto con la sua.
- Ahhhhhhhhhhhhhh!!!!!!
Mi tappala bocca mentre il mio corpo si abbandona a quelle scosse di piacere.
- Ti lascerò il mio marchio…
Mi divarica le gambe e mi penetra violentemente fino ad inondarmi con il suo sperma mentre anche io vengo, pieno di vergogna.
- Il tuo corpo è stato di troppi.. ora lui non lo vorrà più.
Lui… Ferd… Ferd…
- Buon Natale Giulio!
Così dicendo mi lascia solo.
Io mi risistemo al buio ed esco dalla stanza.
- Giulio?
Mi volto verso il mio amore.
- Che ti ha detto Demetrio?
- Niente.
Abbasso lo sguardo ed inizio a confessare a bassa voce.
- Niente… solo qualcosa per cui sono rimasto male.. E’ sempre così.. niente scusami… stavo ricominciando a lagnarmi…
- Puoi farlo… puoi sfogarti con me. Quella volta scherzavo.
- È vero che sei stato con Amicare?
- Chi te lo ha detto?
- Rispondi!
- …. Non è importante.
- Si o no?!
- Sì.
Inizio a piangere ancor prima di girarmi e correre via.
Io ti voglio bene… ti amo.. ho bisogno di te!
E tu non mi parli mai di te!
- Siamo stati insieme meno di un anno… ma ciò non vuol dire che io non ti voglia bene!
- Tu non mi parli mai di te! Non …. Non ti fidi di me?
Mi prende per le spalle.
- Sì che mi fido!
- Allora perché?
“Sei così fragile Giulio…”
Riflesso! Ancora tu?! Cosa vuoi ancora?!
“SE anche non te lo dice te lo dimostra.. sempre… ti ama almeno quanto tu lo ami”
E’ vero..
- Demetrio… ha.. lui ha.. il mio corpo… ha.. avuto il mio corpo.
- Lo uccido!
- Io.. io.. io ho goduto…
Mi guarda sconvolto per interminabili istanti.
Poi mi abbraccia.
- Andiamo a casa.
Ci sono persone fatte per noi nel mondo.
Quando ne riconosciamo una non dobbiamo che afferrarla e stringerla al nostro cuore.
Ti amo Ferdinando… e evinte e nessuno potrà mai cambiare quello che provo per te.
Quando sono solo e spaventato il mio pensiero corre a te.
Così come quando sono felice.
Posso essere felice solo al tuo fianco.
Ti voglio tantissimo bene.
- Ferdinando…?
- Uhm?
- Lo sai che ti voglio un bene infinito e che non cesserei di ripetertelo neanche per respirare?
Lo abbraccio con trasporto, godendo di quel contatto così semplice.
- Volevo dirtelo… non si sa mai cosa potrebbe succedere.. non voglio morire senza averti detto quanto ti voglio bene.
- E non morirai! Non prima di me!
Sorrido mentre le campane suonano la mezzanotte.
- Buon Natale! Ci tenevo a dirtelo per primo.
Do you want make any comment (Only constructive comment please^^, no insults^^)?
Do that XD!! Thanks*^___^*